lantana marie-hélène ferrari, il destino non c’entra; salinas catucci “una storia da ridere, breve biografia di mario monicelli; maurizio cotrona, malafede”

 

Lantana editore è nuovo marchio indipendente con sede a Roma nello storico e multietnico quartiere dell’Esquilino. Lantana deve il suo nome al film omonimo (regia Ray Lawrence, Australia 2001), un raffinato thriller psicologico che invita a riflettere su questo semplice concetto: comprendere è più utile e costruttivo che giudicare. Vorremmo che i nostri libri fossero degli strumenti di comprensione e di confronto: le storie raccontate dai narratori, le memorie, i saggi, i filmati dedicati a personaggi della cultura e dell’arte. La Lantana è anche una pianta ornamentale dai fiori «volubili»: il nostro logo la rappresenta, come  omaggio alla creatività e alla valorizzazione del talento. Sotto la direzione editoriale di Alessandra Gambetti, che apporta al progetto le esperienze maturate negli anni in campo editoriale, Lantana coniuga la qualità delle proposte alle indicazioni date dai lettori in termini di evoluzione e tendenze di mercato.  L’attenzione e la cura riservati ai processi editoriali, così come alle strategie di promozione, guidano il lavoro quotidiano della casa editrice.

Marie-Hélène Ferrari, il destino non c’entra. Marie-Hélène Ferrari, attraverso la serie d’inchieste del commissario Pierucci, ci restituisce l’originale mélange di culture, sapori e accenti di una Corsica lontana dalle usuali rotte turistiche. Una sera come tante altre, Marie-Savéria attende che Paul-François, marito svogliato e lavoratore indolente, rincasi ubriaco dopo il solito giro dei bar di Bonifacio. Ma quella sera aspetterà invano. Paul-François è stato ucciso a colpi di pistola lungo la Marina della città. La donna vuole saperne di più; convinta che quella morte sia del tutto insensata. Si rivolge così ad Armand Pierucci, commissario della stazione di polizia della città. Quest’ultimo, magnetismo da dobermann e stazza da bulimico, si avvarrà nelle indagini del prezioso aiuto dei suoi due collaboratori, Finelli, duttile e a tratti malizioso, e Pieri, che si consola del tradimento della moglie con una bambola gonfiabile. In questo microcosmo corso il commissario Pierucci scoprirà la seconda vita di Paul-François, una vita di ladro astuto e previdente, capace di mettere a segno colpi piccoli ma ben selezionati, tranne l’ultimo: un colpo grosso, ma finito male. La testardaggine di Marie-Savéria e la tenacia di Pierucci apriranno la strada ad una inattesa soluzione.

R. Salinas e M. Catucci, Una storia da ridere, Breve biografia di Mario Monicelli. In questo documentario la vita del regista si intreccia e si confonde con quella dei suoi personaggi e dei loro interpreti. Dal racconto emerge il ritratto di un’Italia in cammino che, anche sotto il dominio e l’influenza di regimi politici e culturali, rimane fedele al suo spirito più autentico grazie anche a personalità «eretiche» come quella di Monicelli. La sua grandissima popolarità scaturisce infatti da un punto di vista antieroico e antiretorico: è attraverso la commedia che si svelano i grandi meccanismi della storia. Monicelli è autore di alcuni tra i più grandi capolavori del cinema, come La grande guerra, I compagni, I soliti ignoti, L’armata Brancaleone, Amici miei. Nato a Viareggio nel 1915 in un’Italia ancora sofferente per le conseguenze della «grande guerra», trascorre gli anni della gavetta come assistente dei registi dei «telefoni bianchi», da cui apprende il mestiere di cinematografaro. Prolifico e sempre attuale fino agli ultimi anni della sua attività, il 29 novembre del 2010 compie la sua definitiva uscita di scena.

Maurizio Cotrona, Malafede. Cotrona è talmente bravo a raccontare che quando si arriva per la prima volta a Malafede si ha la netta sensazione di un dejà vu». Lauretta Colonnelli, Corriere della sera. «Coraggioso romanzo di un 37enne tarantino che ruota intorno alla ricerca della felicità, ossessione del protagonista, travolto dalla liquidità delle cose». Filippo La Porta, XL La Repubblica-.«Malafede, un romanzo necessario, aggrappato con le unghie al presente eppure anche lieve e inquietante come una profezia». Marco Lodoli, La Repubblica. Periferia di Roma, passato recente. Gli anni vissuti al di sopra dei nostri mezzi hanno generato una pericolosa bonaccia: in realtà sta per scatenarsi la tempesta perfetta. Tra gli ingranaggi della metropoli prendono sempre più corpo le incertezze per il futuro. Giordano ha lasciato la sua città d’origine, Taranto, e si è trasferito a Roma con la fidanzata, Vittoria, nel nuovo quartiere-satellite edificato dal noto costruttore Caltagirone nel fosso di Malafede. Qui trova un luogo dove tutto gli appare con un significato preciso. Il colore del prato, il panorama geometrico osservato dalla finestra, gli asettici rapporti con gli altri abitanti disegnano il migliore dei mondi possibili. Forse. Osservare le cose e gli uomini con sguardo imparziale, lontano dal «mugugno» generale e dai luoghi comuni disfattisti, è il compito che Giordano si è dato. Cercando a suo modo una terza via tra l’indignazione e l’evasione, combatte una velleitaria campagna personale «a favore della felicità». Ma, giorno dopo giorno, la vita con il suo caotico procedere ha il sopravvento: i legami si spezzano, la precarietà incombe, e affiorano i meccanismi capaci di condurre senza scosse dalla normalità al disastro. Con Malafede Cotrona ci svela attraverso una scrittura limpida e ironica cosa succede nelle periferie ordinate ai margini delle metropoli, e interpreta in maniera magistrale il bisogno di stabilità della sua generazione.


Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.