2/2008: francesco abate, massimo carlotto, mi fido di te, einaudi stile libero, 2007, pag. 175

Gigi Vianello possiede un ristorante di quelli che tirano tra i vip o aspiranti tali, cioè un sacco di gente… Siamo a Cagliari e il covo di gourmet di chiama “Chez Momò”… Gigi si fa un sacco di soldi, ma il suo passato non tarderà a ripresentarglisi davanti, naturalmente non si tratta di trascorsi edificanti, tutt’altro… Un po’ eroe cinico e un po’ farabutto non troppo antipatico, perso a metà strada tra crimine e innocenza, Vianello è compromesso con la mafia russa e il sistema affaristico politico della contraffazione alimentare. “Mi fido di te” è un romanzo a quattro mani: Massimo Carlotto infatti ha lavorato con Francesco Abate sul tema, fin troppo attuale, della contraffazione alimentare appunto… e questa è la dimostrazione lampante che il genere noir è perfetto per rendere, sia pur in forma di fiction, i crimini sui quali i quotidiani –deliberatamente- non indagano più o, se lo fanno, si attengono sempre agli interessi delle holding economiche che posseggono anche l’industria giornalistica nella quale menzogna e contraffazioni varie sono la regola… Gigi, che prima di sbarcare in Sardegna, sì è fatto un po’ di grana con le droghe di sintesi, non cambia abitudini, ma solo mercanzia: smista alimenti contraffatti di cui si approvvigiona da imprenditori spregiudicati quanto lui… il mercato (illegale) è immenso: decine di migliaia di market /mini, maxi, iper, mega etc…) e prodotti pressoché infiniti, quindi praticamente incontrollabili… anche perché questi criminale sanno bene che le loro cianche di permanenza sul mercato è legato alle basse percentuali di cibo avariato confuso tra quello buono… naturalmente riescono a lucrare sulla salute delle persone puntando sui volumi di vendita… in questo modo i bastardi riescono  a ridurre al minimo la possibilità che il botulino o qualche altro accidente produca vittime nell’immediato e quindi a farla franca per il tempo che gli serve… Vianello è uno che piace… è belloccio, ha gli occhi di diverso colore (io i polmoni…) ed è roso dall’ambizione di piacere, di arricchirsi… non va troppo per il sottile e finché non succede qualcosa che gli rovina la festa… Bella l’idea di Carlotto e Abate di intestargli (nel libro, ovvio) un ristorante che serve cibi ottimi, genuini e puliti come copertura della sua attività criminale… Come sempre, i romanzi di Massimo e di chi, di volta in volta, condivide i suoi stessi percorsi, sono preceduti da una fase propedeutica e di documentazione così dettagliati e puntuali che, per ritornare al discorso di partenza, rendono il romanzo noir l’unico mezzo che hanno a disposizione le persone rette della scrittura di denunciare e mettere insieme quei reportage che i giornalisti del regime partitocratico e dei gruppi che posseggono i giornali… Infatti senza questo romanzo forse non avremmo mai saputo del vino a basso costo è annacquato (solo il 10% di vino!), del grano duro inquinato dalla tossica e cancerogena ocra tossina, dei i prosciutti “primo prezzo” spacciati per italiani spesso prodotti in Spagna,  dei polli contaminati da un batterio che provoca gastroenteriti (il campylo bacter), delle vongole tossiche allevate nei pressi dei siti produttivi chimici e altre cose così…

About these ads

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 3.191 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: