tra pusan e washington di patti kim

cosa si mangia in corea: da “un taxi chiamato fedeltà”

BEEN DEH DDUCK: Sono frittelle dolce realizzare con un impasto a base di fagioli indiani, o fagioli mungo, una varietà di piccoli legumi molto diffusi in tutto il sud-est asiatico.

CHUNG HU: aringhe.

GOOK SOO: è il nome di un piatto molto apprezzaro di noodle, vermicelli. Nel gook soo, tradizionalmente, i noodle sono mescolati in una zuppa densa a base di pollo o acciughe, alghe fritte, patate bollite e kimchi di cavolo o scalogno, da condire con olio di sesamo e peperoncino piccante. D’estate la zuppa si può servire anche fredda, ed è molto rinfrescante.

HO DDUCK: è un dolce molto popolare, da mangiare ben caldo, appena sfornato dai venditori ambulanti nei loro chioschi per la strada. Gli ho dduck assomigliano un po’ ai pancake americani o alle crêpe francesi: sono frittelle ripiene di sciroppo di cannella, zucchero di canna o crema di arachidi.

JJA JJANG MYUN: anche trascritta come jajangmyeon, è una ricetta derivata dalla cucina cinese, diffusa oggi in tutta la Corea, ma nata nella città di Incheon dove nel Diciannovesimo secolo si era insediata una numerosa comunità di immigrati arrivati dalla Cina. Si tratta di un piatto a base di noodle di frumento (myun o myeon) conditi con una salsa di soia, densa e scura, soffritta con cipolla, pezzetti di carne (maiale o manzo) e frutti di mare e mescolata con farina di mais o patate. Il jja jjang myun, nelle sue varianti regionali, si serve di solito a cipolle e ravanelli all’aceto di riso. Alcune ricette prevedono, accanto ai noodle in salsa di soia, un contorno di scampi, calamari o cetrioli di mare.

KAL BI: il kal bi o galbi, è un tipico piatto di carne alla griglia. Prima della cottura, le costate scelte di manzo o maiale sono marinate nella salsa di soia, con aglio e zucchero, anche se altre ricette prevedono altri ingredienti: olio di sesamo, crema di peperoncino piccante, miele, spremute di limone o lime, vino di riso. Una volta grigliata, la carne è poi avvolta in foglie di lattuga, o di perilla, e guarnita con salsa di fagioli.

KIMBOP: il gimbap o kimbap, assomiglia ai celebri maki giapponesi. Si tratta in pratica di bocconcini di riso (cotto al vapore e insaporito con sale e olio vegetale), avvolti in alghe essiccate, cosparsi di semi di sesamo e farciti con vari ingredienti, tonno, carne, uova, cetrioli, spinaci, carote o dianmuji (i ravanelli sottaceto , spesso presenti nelle ricette coreane).

KIMCHI: il Kimchi, anche scritto gimchi o kimch’i, è uno dei piatti tradizionali della cucina coreana, citato già tremila anni fa nel Shi Jing, il più antico testo poetico cinese. Oggi è servito come piatto di contorno (banchan), e si può accompagnare a molte altre pietanze. La ricetta è a base di verdure condite e fermentate. La variante più diffusa è quella con il cavolo cinese e il peperoncino piccante, che conferisce al piatto un caratteristico colore rosso. In diverse zone della Corea, a seconda della stagione, si possono usare anche i cetrioli, i ravanelli, lo scalogno, le cipolle, lo zenzero candito, e perfino il pesce, le ostriche o i gamberetti in salamoia.

PAT BING SU. IL PAT BING SU, O PABINGSU, è tipico dessert coreano, che si consuma di solito d’estate. Gli ingredienti di base sono il ghiaccio tritato e una dolce crema di fagioli, ottenuta mettendo a bollire assieme lo zucchero e i fagioli azuki (o aduki), una varietà molto in voga nella cucina dei paesi asiatici. Una versione molto recente del pat bing su, diventato popolare anche negli Stati Uniti, vuole che si guarnisca la crema di fagioli con del gelato o frozen yogurt, marmellata e sciroppi di frutta, fiocchi di cereali e pezzetti di fragole, kiwi e banane.

SHIK KEH: chiamato anche sikhye, o dansul (che significa “vino dolce”), è un punch tradizionale coreano a base di riso. Di solito si serve freddo dopo cena assieme al dessert, anche se oggi in Corea si può comprare in lattine o bottiglie di plastica nei negozi di alimentari. Lo shik keh si ottiene versando un distillato di malto caldo soprail riso, finchè i grani si gonfiano e vengono a galla; a quel punto il preparato è bollito con lo zucchero e insaporito con zenzero, pinoli e jujube (i datteri cinesi). A differenza di altri tipo di vino coreani, o del sake giapponese, i grani di riso, e talvolta i pinoli, sono visibili nel liquido del shik keh anche quando viene servito.

SOJU: Il soju è un distillato di riso, o di cereali, patate, tapioca, patate dolci. È una bevanda molto popolare in Corea: il gusto è simile alla vodka, anche se è più dolce e si beve di solito liscio. Secondo la tradizione, il soju comparve per la prima volta nel Tredicesimo secolo d.C., durante l’ivasione della Corea da parte dei mongoli, che avevano appreso la tecnica di distillazione dai persiani.

TOFU: è un alimento diffuso in molti paesi dell’Asia. La sua origine è cinese anche se il nome deriva dal Giappone. Il tofu si ottiene dalla cagliatura del latte di soia, che è poi pressato in blocchetti squadrati di varie dimensioni (un processo simile a quello con cui si ottiene il formaggio). Molti tipi di tofu sono fritti nell’olio e svilippano una superficie croccante e dorata. Il tofu si può servire nelle zuppe e nelle minestre con i bocconcini di riso, con la carne e il pesce, si può condire con spezie, verdure, salsa di soia, aceto e si usa perfino nei dolci.


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