Femminicidio, emergenza mondiale

LA RICERCA

La violenza sulle donne non ha confini. Né classi sociali. Nel Sud Est asiatico 37,7% di abusi

di Giovanna Faggionato

 

 

l43-femminicidio-130829014659_medium

(© Gettyimages) Le donne indiane protestano contro gli stupri.

Gli uomini che odiano le donne non sono né poveri né ricchi. Non abitano né Nord né al Sud. Non hanno nazione o credo.
L’ultima a cui è toccato, almeno in Italia, èuna ragazza brasiliana 29enne, uccisa nel Bresciano: per il delitto è stato fermato il suo datore di lavoro. Residente in Lombardia.
Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), d’altronde, la violenza sulle donne è assai globalizzata: una delle merci distribuite più equamente sul Pianeta. Il 30% delle interpellate in merito ha infatti dichiarato di aver subìto abusi all’interno di una relazione.
IL PICCO NEL SUD EST ASIATICO. Il picco massimo si registra nei Paesi del Sud Est asiatico, dove ben il 37,7% delle intervistate ha dichiarato ai ricercatori dell’Oms di essere stata vittima del partner.
Ma anche nei Paesi ad alto reddito il 23% delle donne (quasi una su quattro) ha sperimentato la violenza del proprio compagno. Si tratta delle abitanti del cosiddetto ‘primo mondo': Israele, Stati Uniti, Australia, Corea del Sud e la maggior parte degli Stati dell’Europa occidentale, come Germania, Svizzera, Svezia, Norvegia, Francia e Italia.
ITALIA E SVEZIA APPAIATE. I dati della ricerca dell’Oms, consultati da Lettera43.it, non lasciano spazio a dubbi: quando si parla di femminicidio e di violenze le differenze di sviluppo socio-economico sembrano non avere peso. Nemmeno all’interno dei confini europei.
Tanto che il nostro Paese, dove il 12,2% di donne ha subìto molestie, si appaia nelle statistiche alla evolutissima Svezia (11%). E nella Germania locomotiva d’Europa la percentuale di maltrattamenti sul gentil sesso arriva al 27,9%.
UNO STUDIO SU 86 PAESI. Lo studio, pubblicato a giugno 2013, attinge a 26 diversi database e combina 185 studi relativi a 86 Paesi, talvolta difficilmente confrontabili tra loro.
Si tratta del primo rapporto che sintetizza tutte le indagini sugli abusi sulle donne realizzate nel mondo, mettendo insieme le informazioni relative ai maltrattamenti da parte del partner (intimate partner violence) con i casi di violenza sessuale.
«La prima conclusione che possiamo trarre», spiega a Lettera43.it Claudia Garcia-Moreno, ricercatrice dell’Oms a capo del dipartimento sulla Salute sessuale e di genere, «è che il tasso di violenza non dipende dal reddito. La variabile da cui dipende maggiormente è l’educazione. E anche nei Paesi sviluppati il livello è inaccettabile».

  • Il tasso di donne che hanno subìto violenza dal partner nelle diverse aree del mondo.
    Americhe: 29,8%; Africa occidentale: 36,6%; Regioni del Mediterraneo orientale:37%; Europa occidentale: 25,4%; Sud Est asiatico: 37,7%; Regioni del Pacifico occidentale: 24,6%. (Fonte: Organizzazione mondiale della sanità).

L’indagine sugli abusi fisici

Una manifestazione in difesa delle donne.Una manifestazione in difesa delle donne.

L’indagine è stata elaborata insieme con la Scuola londinese di igiene e malattie tropicali e con il Consiglio di ricerca medica del Sudafrica.
Si è proceduto selezionando dati raccolti in anni diversi e armonizzando ricerche che prendevano in esame una popolazione femminile di età variabile.
Per offrire risultati chiari, i ricercatori hanno considerato solo la violenza fisica, accantonando quella emotiva e psicologica – cioè, minacce, umiliazioni e costrizioni – la cui definizione è troppo variabile rispetto la cultura di appartenenza.
NEL 38% DEI CASI PARTNER COLPEVOLE. Dalla ricerca emerge che negli ultimi 10 anni la violenza all’interno della coppia è aumentata pericolosamente.
A livello globale, infatti, il 38% dei femminicidi è commesso dal partner. Il dato è elevatissimo nel Sud Est asiatico (55%), benché anche in questa area del mondo povertà e ricchezza non servano a spiegare il fenomeno: anche tra le nazioni più ricche dell’area, il 41% delle vittime muore per mano del proprio compagno.
L’ORRORE PEGGIORE IN CONGO. Su 86 Paesi analizzati, lo Stato con il maggiore tasso di violenza è il Congo: qui il 56,9% delle donne ha subìto una qualche offesa fisica. Seguono il Bangladesh con il 48,7%, lo Zambia con il 39,6%, l’India con il 35,1% e la Colombia con il 33,4%.

In Germania il 27% delle donne ha subìto violenza

Violenza sulle donne.(© Ansa) Violenza sulle donne.

In Europa sono possibili comparazioni esatte per quattro Stati, i cui dati provengono dalla stessa ricerca: Germania, Italia, Svezia e Svizzera.
E il risultato è sorprendente: lo studioViolence against women: an international prospective (Violenza sulle donne: una prospettiva internazionale) segnala che il 27,9% delle tedesche ha subìto violenza fisica, contro il 12,2% dell’Italia, l’11% della Svezia e il 9,95% della Svizzera.
IL NORD CAMPIONE DI VIOLENZA. Ma altre ricerche, effettuate su base nazionale, hanno stabilito che il tasso di violenza della Danimarca raggiunge il 22,19%, mentre in Norvegia è al 26,8% e in Gran Bretagna è al 18,9%.
A dispetto delle notizie drammatiche in arrivo quotidianamente dall’Italia, sembra non esserci dunque una cultura mediterranea a influenzare la violenza di genere. Sia nel freddo Nord sia nel caldo Sud gli uomini sono pronti a picchiare, a ferire e a uccidere le donne, siano esse amanti, mogli o compagne.
LE DENUNCE MANCATE. «Certo si deve considerare che c’è una quota di violenza non denunciata difficilissima da stimare. E che la diversa origine dei dati non li rende perfettamente comparabili», spiega Garcia-Moreno.
«Tuttavia bisogna riflettere su una differenza: in Bangladesh le donne non hanno certo i mezzi per sottrarsi alla violenza di coppia che hanno italiane e tedesche. Se i tassi sono alti anche nei Paesi sviluppati è perché qui le donne non lasciano i compagni violenti».
UN’INDAGINE SULL’EUROPA. Il tema, quindi, è un’emergenza dell’Europa comunitaria. Al punto che la Commissione europea per i Diritti umani ha avviato per la prima volta un’unica indagine comparata in tutti gli Stati dell’Unione europea.
La ricerca, in fase di realizzazione, coinvolge 42 mila cittadine europee dei 28 Paesi membri ed è destinata a essere pubblicata l’8 marzo 2014.
Nell’attesa di avere dati certi, quelli attualmente disponibili non fanno ben sperare.
Nel civilissimo Vecchio Continente quattro donne su cinque non si sono rivolte ad alcun servizio sanitario, sociale o di sicurezza dopo aver subito abusi da parte del partner. E tre su quattro pensano che la violenza sia comune nel loro Paese. Non sanno forse quanto sia diffusa in tutta Europa.

LETTERA43 | Martedì, 03 Settembre 2013

About these ads

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 3.311 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: