68/2011: lorenzo greco, il confessore di cavour, manni, 2010, pag. 156

“il confessore di cavour” di lorenzo greco è un romanzo storico anche se il confessore è una figura a metà tra fra cristoforo e don camillo al netto dei suoi aspetti più caricaturali, ciò nondimeno, a tratti sembra una sorta di don abbondio, ma solo perché è pervaso dal dubbio, come ogni uomo di chiesa che, pur dimostrando sempre rispetto per le gerarchie ecclesiastiche, non è disposto ad accettare acriticamente le imposizioni contrarie alla sua coscienza… nella storia del cristianesimo, sin dalle origini, non sono mai mancate le situazioni in cui la coscienza individuale è entrata in conflitto con l’autorità dei vatikaners… del resto, si tratta di conflitti attualissimi, ma non senza precedenti, dunque non senza storia… “il confessore di cavour” è il francescano giacomo da poirino, nome secolare: giacomo marrocco, è il parroco di santa maria degli angeli a torino, il quartiere dove sorge il palazzo dei cavour. padre giacomo aveva studiato teologia e offriva assistenza e carità ai i poveri, ma, dalla ricostruzione di lorenzo greco, l’aspetto più moderno e caratterizzante di questo francescano sta nella forza d’animo con cui non accetta l’autorità dei superiori prerché lede la sua dignità di sacerdote e mette in dubbio la buona fede del suo operato. il crimine commesso da fra giacomo, contestato dalle autorità religiose, è stato somministrare i sacramenti in punto di morte a camillo benso conte di cavour, che, com’è noto, soprattutto in quest’anniversario così agiografico e retorico del risorgimento, era stato scomunicato in quanto stratega politico principale dell’unità d’italia. allora questi vatikaners, neri più del solito, lo convocano a roma, da pio IX, e lo sottopongono al procedimento del sant’uffizio dal quale ne esce sospeso a divinis… la morte di cavour fu improvvisa, ma i conforti religiosi gli furono garantiti da fra giacomo a scomunica già avvenuta e dunque, la chiesa dispose affinché non gli fosse concessa l’estrema unzione, lo stesso il francescano si assunse la responsabilità di confessarlo, di impartirgli la comunione e i funerali religiosi mettendo così in discussione l’autorità della chiesa di roma. è difficile dire se “il confessore di cavour” sia più saggio storico o romanzo, ma sinceramente la questione è del tutto secondaria, tranne ovviamente per chi deve catalogare l’opera con il metodo dewey, certo gli elementi storici sono rilevanti: la morte di cavour fu tanto improvvisa quanto misteriosa e oltre al cavour statista emergono anche i suoi aspetti umani, che fosse un moderato dissoluto con tanto di amanti è storicamente noto, mentre, probabilmente il francescano ne era all’oscuro… bellissime le descrizioni degli ambienti romani del periodo e, molto interessante, perché ribadisce l’importanza storiografica del libro, è l’appendice con la riproduzione anastatica della relazione autografa di autodifesa di padre giacomo, ne emerge una persona piena di dignità e di coscienza della propria missione sacerdotale e umana, ma anche le personalità di cavour e di pio IX…
doc. calabash

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