72/2015: Anne Holt, La ricetta dell’assassino, Einaudi 2013, pag 440

Anne Holt, La ricetta dell'assassinoSiamo ad Oslo, dove ritroviamo i personaggi della serie dei polizieschi della Holt ambientati nella capitale norvegese. Protagonista è sempre Hanne Wilhelmsen, la migliore detective in dotazione al commissariato, reduce però dal lutto in seguito alla morte della sua compagna di vita, Cecilie, che l’ha spinta a fuggire per trovare serenità in un monastero italiano, “Villa Monasteria”, dove ha vissuto per un anno in solitudine e in contemplazione.

Appena tornata in città, dove ha lasciato molti conti in sospeso, viene coinvolta in una difficilissima indagine in seguito all’omicidio, proprio davanti alle scale del commissariato, di un celebre chef, proprietario e animatore di un notissimo ristorante di Oslo, Brede Ziegler, il cui cadavere non mostra tracce riconducibili al suo assassino.

Billy T. che ha preso il posto di Hanne, non sembra in grado di affrontare l’indagine in modo risolutivo, né riescono a far meglio i vari collaboratori, giovani uomini e donne in forza al commissariato. Dopo numerosi giorni si vagola nel buio e i giornali cittadini si mostrano molto polemici e aggressivi nei confronti delle forze di polizia. Hanne sarà in grado invece di scovare il colpevole, grazie alle sue grandi intuizioni investigative.

Quello che colpisce nei romanzi della Holt è la grande abilità nel ricostruire l’odierna società norvegese vista nelle sue pieghe meno note ed analizzate:

  • il grande freddo che spinge a vivere prevalentemente negli interni;
  • ristoranti, uffici, commissariati, case private che ci vengono descritti in modo minuzioso (arredi, abiti, decorazioni, cibi, latte e caffè, torte, birre, vestaglie, giubbotti);
  • i personaggi che ci vengono presentati nella loro quotidianità, nei ritmi giornalieri di vite apparentemente normali, dietro cui si nascondono drammi, delusioni, infelicità, frustrazioni che spesso conducono al delitto, come nel caso di questo romanzo, il cui finale è davvero inatteso.

Anne Holt si legge sempre con piacere, perché pur raccontando delitti e indagini ci dice molto sulla psicologia dei suoi concittadini, sugli ambienti diversi in cui i suoi personaggi sono collocati, in questo caso la sede di una nota casa editrice, l’interno di un appartamento di gran lusso, un ristorante trendy, ma anche le strade di Oslo dove si trascina, stanca e affamata, una vecchia prostituta, Marry la Zarra, che ci racconta il risvolto di degrado e di miseria che tocca anche le grandi capitali scandinave, culla di democrazia e progresso sociale.

http://www.sololibri.net/La-ricetta-dell-assassino-Anne.html


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