74/2015: Anne Holt, Quale verità, Einaudi 2014, pag 384

Anne Holt, Quale veritàQualche giorno prima di Natale, in un elegante appartamento di Oslo, Hermann Stahlberg, patriarca di una famiglia di armatori, sua moglie e il figlio maggiore vengono freddati a colpi di pistola. Con loro uno sconosciuto la cui presenza sul posto pare inspiegabile. Le indagini si concentrano sui parenti degli Stahlberg, che di moventi per il delitto ne hanno fin troppi. Hanne Wilhelmsen, però, non è convinta che la strada piú ovvia sia quella giusta. Decide di seguire l’istinto e una pista tutta sua. Come al solito, controcorrente.
“Stavano per festeggiare qualcosa. Lo champagne era appena stato stappato. I calici erano stati riempiti. Nessuno però ha fatto in tempo a portare il bicchiere alle labbra”
Di sicuro uno dei suoi thriller meglio articolati , Quale verità, consacra ancora una volta Anne Holt come regina indiscussa del thriller nordico.
Un brutale quadri omicidio, forse il più efferato commesso negli ultimi tempi in Norvegia, vede l’ispettore capo Hanne Whilelmsen, alle prese con la ricca e potente famiglia Stahlberg. Padre, madre, e uno dei tre figli, sono stati freddati assieme ad uno sconosciuto nella loro casa. La polizia di Oslo sta seguendo una pista, la più scontata, che vede coinvolti gli altri membri della famiglia. Ma Hanne, che va sempre  controcorrente, non è dello stesso parere. La Holt disegna il suo personaggio, già noto a chi conosce i romanzi dell’autrice, come una donna di un’acutezza e un’intelligenza che colpisce da subito chi legge. Ma, nello stesso tempo, la dipinge refrattaria, dal passato doloroso, in lotta con il suo lato più debole.
‘Un prodotto avariato’. Queste sono le parole che lei stessa  utilizza  per descriversi. Ma l’ispettore Whilelmsen, è anche una donna capace di amare, ma impaurita dalla felicità. Proprio questi elementi ci spingono ad addentrarci nel suo intricato passato, per saperne di più sulla sua storia.
Avvalendosi del suo istinto, sola contro tutti, Hanne arriverà a scoprire l’inquietante verità, che ci mette di fronte una Oslo molto diversa da quella che ci si immagina: anche in un paese estremamente rispettoso delle leggi e tollerante, si nascondono corruzione, e affari di famiglia assai poco rispettabili.

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