104/2015: Grazia Verasani, Quo vadis, baby?, Mondadori 2004, pag 217

Grazia Verasani, Quo vadis, babyGiorgia Cantini ha trentanove anni, è single, indulge all’alcol, ma soprattutto è un investigatore privato. Questa volta però l’indagine si confronta con il suo passato, grazie a una scatola di scarpe piena di lettere che le ha fatto pervenire Aldo, amico e confidente di sua sorella maggiore, Ada. Sono infatti passati sedici anni da quando Ada, andata a Roma per fare l’attrice, si è suicidata impiccandosi. E quelle lettere fanno riaffiorare sensazioni e sentimenti che sembravano scomparsi col passare del tempo. In questi anni anche Bologna è cambiata, difficile rintracciare l’antico spirito della città. Ma Giorgia deve farlo, tra vecchie conoscenze e giovani dark, tra aperitivi e serate jazz, mentre la colonna sonora del racconto diffonde musica new wave (Joy Division, Bauhaus, Sister of Mercy, Devo), deve venire a capo dell’indagine più importante della sua vita, accompagnata dalla diciottenne Gaia che, simbolicamente, si sostituirà alla figura di Ada. In diciotto capitoli, tanti quanti sono gli anni di Gaia, Grazia Verasani muove il racconto con grande maturità narrativa. Una scrittura ricca di dialoghi, fulminea e precisa nello spiazzare il lettore per quella sua capacità di glissare sugli elementi scontati per soffermarsi invece sui particolari secondari e meno evidenti.

http://www.graziaverasani.it/?cinema_teatro=quo-vadis-baby


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