105/2015: Grazia Verasani, Tutto il freddo che ho preso, Feltrinelli 2008, pag 143

Grazia Verasani, Tutto il freddo che ho presoUn`alba. Un lago. Un`atmosfera quasi metafisica per mettere in scena, con un impianto teatrale, l`incontro casuale tra un uomo e una donna spinti dalla stessa disperata ragione: farla finita. Giulio e` oppresso dai debiti, Sandra ha perduto un figlio. Intorno a loro, emergendo come fantasmi dalle nebbie, sinistre comparse spingono Giulio e Sandra a riflettere sul senso della vita, e a sentirsi a poco a poco solidali, partecipi di un unico dramma chiamato vita. Bastera` questa ipotesi di amicizia per rinunciare ai loro propositi autodistruttivi? Grazia Verasani, dopo i successi di Quo vadis baby?, e dell`investigatrice Giorgia Cantini, ci mostra il lato piu` delicato e profondo della sua scrittura. Tommaso Giartosio intervista Grazia Verasani. C`e un`atmosfera esistenzialista, quasi francese nel suo romanzo. In controtendenza con la maggior parte delle narrazioni di oggi, che sono tipicamente anglosassoni. Lo prendo come un complimento! Amo molto la letteratura francese; e anche la musica francese, soprattutto gli chansonniers. Lei ha iniziato come musicista, infatti. Si`, come cantautrice. Anzi, mi considero una musicista che scrive. Mentre scrivo, in realta`, non ascolto la musica, forse proprio perche` l`apprezzo molto. Pero` ho bisogno di trovare una mia melodia, che in questo caso e` un po` malinconica. Volevo che “Tutto il freddo che ho preso” fosse un libro denso, essenziale, ossificato. L`impostazione del romanzo e` piuttosto teatrale. E` l`incontro di esistenze dolenti. Anche se di sfondo ci sono altri personaggi, i protagonisti sono raffigurati un po` fuori dal tempo. Come se fossero separati da un vetro, sul quale restano le impronte. Ma non comunicano, se non con loro stessi. A parte Giulio, il personaggio dello scrittore che piu` che vivere, immagina la vita, e che quindi se la racconta un po`! E` divertente, infatti, che attorno a Giulio, scrittore di gialli, avvengano piccoli misteri che lui non capisce, ai quali anzi non e` neanche molto interessato. Mi piaceva l`idea di giocare con una grammatica nera, con la sopravvivenza del tragico. Lungo le rive del lago, dove si svolge l`azione, c`e` una sensazione di morte in transito. Ci sono personaggi che fanno un po` il verso ai canoni del romanzo criminale, che giocano con i clichet. Anzi, a un certo punto, se lo dicono proprio: sembriamo personaggi da romanzo giallo! Tutto il romanzo, almeno nelle sue figure di contorno, e` un gioco sui clichet, sui luoghi comuni, letterari ma anche della vita vera, che ci circondano.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-a8845e36-c454-452b-ba23-63cedde83bb9.html


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