106/2015: Grazia Verasani, Velocemente da nessuna parte, Feltrinelli 2009, pag 187

Grazia Verasani, Velocemente da nessuna parteGiorgia Cantini ha un’agenzia investigativa a Bologna. È una quarantenne single, che ha solo avventure occasionali con gli uomini e un vero amico nel maturo vicino di casa, ex attore porno e gran cuoco. Ama bere molto e ascoltare musica rock. In genere si occupa di banali pedinamenti per coniugi o fidanzati gelosi, ma stavolta le è stato affidato un caso di sparizione. Dora vuole sapere cosa è accaduto all’amica Vanessa Liverani, Van per tutti: è una giovane prostituta, madre di un ragazzino di dieci anni, Willy, che conduce una vita solitaria ed è sparita senza lasciare traccia. Ma si ritrova presto il suo corpo senza vita nella Grotta delle Fate e Giorgia, per scoprire la verità su Van, si concentra sulle confessioni affidate da lei a un diario. Si addentra così nella realtà di una provincia corrotta e ipocrita, e si scontra con le dinamiche di una famiglia dal passato ingombrante. Nel continuo andirivieni tra una Bologna afosa e deserta e Sasso Marconi dove abita la famiglia di Van, Giorgia si confronta con la madre Lena, un’emiliana dai modi spicci, e con il nonno Rolando, ex partigiano che si prende cura del povero Willy. Resta sullo sfondo invece il padre di Van, su cui grava ancora l’ombra di un delitto passionale commesso anni prima. Giorgia è particolarmente brava a cogliere le sfumature emotive e a captare i segni della tragedia familiare, fatta di drammi antichi e oscure colpe, grazie alla sensibilità acuita in lei da due gravi perdite, quelle della sorella e della madre, e grazie alla sua capacità di immedesimazione. Riuscirà così a portare alla luce una atroce verità, frutto di vecchi dolori e violenze, la realtà di una vicenda dove si ripropongono sensi di colpa non rimarginabili e si ripete un tremendo destino.

AUTRICE :

Grazia Verasani (Bologna, 1964) ha esordito giovanissima con alcuni racconti apparsi su “il manifesto”. Ha pubblicato L’amore è un bar sempre aperto, Fuck me mon amour e Tracce del tuo passaggio (Fernandel, 1999, 2001 e 2002); From Medea (Sironi, 2004); Quo vadis, baby? (Mondadori, 2004; Feltrinelli, 2014), da cui Gabriele Salvatores ha tratto il film omonimo, Velocemente da nessuna parte (Mondadori, 2005; Feltrinelli, 2009) e Vuoto d’aria (Transeuropa, 2010). Con Feltrinelli ha pubblicato anche Tutto il freddo che ho preso (2008), Cosa sai della notte (2012) e Di tutti e di nessuno (2012).

RECENSIONE :

La mia sensazione è che di certe donne non se ne viene mai a capo, e che la morte è l’assurda semplificazione delle loro complesse esistenze.”

Giorgia Cantini è un’investigatrice privata quarantenne con una propensione per la bottiglia e una vita segnata dal suicidio dell’amata sorella Ada; Vanessa, “Van”, Liverani è una squillo d’alto bordo, madre single e poetessa in fieri, scomparsa da alcuni giorni. Bologna e l’Appennino, in una torrida estate, fanno da sfondo al bel noir di Grazia Verasani. Che solo noir non è, anzi, la definizione è riduttiva, perché la storia è un’escursione nei caratteri e nelle vite dei protagonisti. Giorgia, che teme e al contempo desidera la solitudine, e Van che avrebbe solo desiderato una vita serena, con il figlio e con il compagno latitante sentimentalmente. E’ l’amica/compagna di incontri sessuali di Vanessa che contatta Giorgia Cantini per sapere, indagare, ritrovare la donna scomparsa. Tristissima rivelazione, nel finale di questo bel libro, dove l’amore di un figlio porta a conseguenze estreme. Molto bella ed essenziale, la scrittura della Verasani; ricercata, ma senza inutili preziosismi, colpisce duro e soddisfa il lettore. Bologna, a me tanto cara, e gli altrettanto cari luoghi dell’Appennino bolognese sono più che mai vivi nelle scarne, precise descrizioni dell’autrice. Libri come questo mi riconciliano con l’editoria italiana.

Elisabetta Caramitti

http://www.giallomania.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2496:grazia-verasani-q-velocemente-da-nessuna-parte-q-&catid=46:vintage&Itemid=80


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