107/2015: Grazia Verasani, Di tutti e di nessuno, Kowalski 2009, pag 239

Grazia Verasani, Di tutti e di nessunoDopo Quo vadis,baby? da cui Gabriele Salvatores ha tratto un film e una serie tv e Velocemente da nessuna parte, ritorna sulla scena del crimine Giorgia Cantini, l’investigatrice della scrittrice bolognese Grazia Verasani. E nel terzo e forse ultimo episodio è alle prese con la più riuscita delle sue indagini: una storia dura perché descrive un mondo, e una città, dove tutto sembra cambiato. Una Bologna, ex oasi felice raccontata e vissuta da tanti intellettuali, imbarbarita da una violenza (a partire da quella sulle donne) che non è solo della cronaca nera ma anche culturale. Invisibile, ma letale.

Tra i romanzi con Giorgia Cantini questo è il più centrato sulla condizione femminile…
“Ho cercato di essere l’osservatrice critica e non sentimentale di una situazione oggettiva che di rosa non ha proprio niente. Ma questo non è un reportage, è un romanzo. Anzi, lo dico con un certo orgoglio, un poliziesco”.

Un poliziesco che nasconde molte “trame”…
“Il Potere in questo Paese sta offrendo la miglior merce sulla piazza: la rimozione della morte, attraverso un’evasione collettiva dalla realtà. I sentimenti somigliano sempre di più a una settimana a Sharm el Sheik o ai saldi di fine stagione di un grande magazzino: si accorciano, uno via l’altro, alla durata di uno spot”.

Bologna è l’altra protagonista del libro.
“Per chi l’ha vissuta quando, per dieci, quindici anni, questa città ha dato il meglio di sé, è inevitabile provare nostalgia. Bologna si è omologata, si è incattivita. Le buone idee, quando ci sono, non trovano i finanziamenti necessari. I dissenzienti si ritirano a vita privata o si lamentano nella loro cerchia. Manca la forza, qui come altrove, di rovesciare le menzogne di un assurdo Luna Park”.

Malgrado il successo cinematografico e televisivo firmato Salvatores, lei calca poco la ribalta mediatica. Scelta controcorrente…
“La mia passione è scrivere libri e, per quanto mi concerne, Giorgia Cantini vive principalmente sulla carta. È ai miei lettori che devo dare conto. Non disconosco la visibilità ottenuta, semplicemente separo le due cose, che sono diverse e forse hanno fruitori diversi”.

http://ilmiolibro.kataweb.it/recensione/catalogo/4185/grazia-in-nero/


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