Elias Canetti a Marrakech: le 12 (dodici) leggi non scritte del suk

Nel 1954 Elias Canetti soggiorna per qualche tempo in Marocco a seguito di una troupe cinematografica. Negli anni cinquanta ci arrivano in tanti, a Tangeri Paul Bowles attrae artisti e intellettuali che si confondono in un’umanità varia fatta anche di spie, esiliati,

canettifaccendieri. Arrivano Tennessee Williams e Gore Vidal e poi i beat, tutti quelli che contano. A due passi da Boulevard Pasteur, Burroughs scrive il “Pasto nudo”.

Ma sono “Le voci di Marrakech”quelle che Canetti ascolta e trascrive di ritorno a Londra, “senza modifiche, invenzioni, esagerazioni”. Appunti che ritiene poco significativi, al punto che vedranno la pubblicazione solo nel ’67 quando persino Marcel Reich-Ranicki– il critico che ha sferzato i grandi della letteratura mitteleuropea – non potrà fare a meno di lodare l’opera come capolavoro di poesia. La passione per il dettaglio del futuro premio Nobeltrasforma episodi ordinari in epifanie struggenti, parabole umane di grande mistero.

Vagando per i suk, Canetti ha potuto scorgere l’“intimità seducente” che esiste tra il mercante e i suoi oggetti e si è appassionato ai misteri della contrattazione, che dovrebbe durare “una sostanziosa eternità”. Il venditore è il solo a conoscere l’esatto valore della sua merce, per gli altri il prezzo è “un enigma inafferrabile” cui si giunge soltanto dopo un infinito mercanteggiare.

Di prezzi ne esistono moltissimi, a seconda delle circostanze.
Ecco come variano assieme ad alcune indicazioni sempre utili per avventurarsi in un rituale economico meno prosaico del previsto, ove orgoglio e alte risorse morali si mescolano nel rispetto di sé, dell’altro, della propria sopravvivenza. Un concerto di regole eloquenti di come la contrattazione da quelle parti sia più importante di qualsiasi merce in ballo.

1. Ci sono prezzi per singoli oggetti e altri per due o più articoli insieme.

2. Ci sono prezzi per stranieri che si fermano in città un giorno soltanto, e altri per stranieri che vivono qui già da tre settimane.

3. Ci sono prezzi per i poveri e prezzi per i ricchi, e i più alti sono naturalmente quelli per i poveri.

4. Gli argomenti che mirano alla resa dell’interlocutore han da essere tirati per i capelli, ingarbugliati, insistenti ed eccitanti.

5. Si può essere dignitosi o eloquenti, ma meglio le due cose assieme.

6. La dignità serve a dimostrarsi l’un l’altro che non si dà troppa importanza al comprare e al vendere.

7. L’eloquenza serve ad ammorbidire la risolutezza dell’avversario.

8. Ci sono argomenti che suscitano scherno e nient’altro, altri invece che vanno dritti al cuore.

9. Tutto bisogna tentare prima di cedere.

10. Ma anche quando è giunto il momento di cedere, bisogna farlo all’improvviso e di sorpresa, così che l’avversario rimanga sgomento e ci offra l’opportunità di guardarlo dentro.

11. Alcuni disarmano l’interlocutore con arroganza, altri affascinandolo.

12. Ogni trucco è permesso, un cedimento dell’attenzione è inconcepibile.

(a cura di Elena Balbo)

– Elias Canetti, “Le voci di Marrakech” (Adelphi 2011, trad. di Bruno Nacci)

http://www.storie.it/in-fila-per-uno/elias-canetti-a-marrakech-le-12-dodici-leggi-non-scritte-del-suk/


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