110/2015: Luana De Francisco, Ugo Dinello, Giampiero Rossi, Mafia a Nord-Est, Bur 2015, pag 334

Luana De Francisco, Ugo Dinello, Giampiero Rossi, Mafia a Nord-EstLa mafia esiste ed opera accanto a noi

Arriva il momento in cui è necessario fissare alcuni punti fermi, ineludibili, incontrovertibili. Per anni, decenni, le infiltrazioni criminali in terra padana sono state commentate seguendo le metafore cliniche del virus che ha infettato un corpo sano. Oggi, invece, è evidente il contrario, la metafora ha perso il suo valore propagandistico e le indagini degli organi preposti, magistratura e Dia, ci consegnano un quadro a tinte fosche. Al centro di ogni analisi non va più considerata la categoria del contagio, bensì quella della reciproca convenienza fra pezzi dell’imprenditoria veneta e criminalità mafiosa. Il luogo d’incontro dove questi interessi si coagulo è rappresentato dagli appalti pubblici. È evidente che a tutto questo fa da perno indispensabile la permeabilità della pubblica amministrazione. Da tempo le inaugurazioni degli anni giudiziari sono caratterizzati da magistrati che snocciolano dati allarmanti in merito al tasso d’incremento dei reati contro la pubblica amministrazione. La zona grigia è un supporto decisivo per l’incontro di questi interessi che dovrebbero rimanere lontani ma che sempre più spesso trovano modi di comunicazione. A sgomberare il campo da qualche residuale dubbio è arrivata un’interrogazione al Ministro Alfano, dei deputati PD Alessandro Naccarato, membro della Commissione Antimafia, e Vincenzo D’Arienzo in merito a possibili infiltrazioni di cosche mafiose nel tessuto produttivo veronese La risposta è stata inequivocabile. Il Ministro ha risposto che: “..le indagini hanno messo in luce la presenza della ‘ndrangheta nella provincia di Verona”.
Quello che desta maggiore preoccupazione è l’assenza di un dibattito pubblico che provi a decifrare il fenomeno, una presa d’atto collettiva. Il problema esiste e sarebbe necessario ragionare sugli anticorpi sociali e sui meccanismi di contrasto per arginare un fenomeno che certamente desta molto meno scalpore di quanto ha fatto nei decenni passati nelle terre del sud, ma che inevitabilmente, giorno dopo giorno, erode potere alle imprese ed al libero mercato. Sarà la calura di questi giorni, saranno le ferie ormai alle porte, ma il torpore intellettuale e morale è il miglior alleato per coloro che sugli affari veneti hanno deciso di scommettere e non per far del bene.

Gabriele Licciardi

http://mafieanordest-padova.blogautore.repubblica.it/


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