90/2014: Isaac Asimov, Paria dei cieli, Mondadori 2012, pag 330

Isaac Asimov, Paria dei cieliA volte la vita è dura per i protagonisti dei romanzi di fantascienza: spesso e volentieri capita di essere sbalzati dal proprio spaziotempo, si finisce in un altro posto e/o in altre epoche, quando va proprio male si capita in altre dimensioni.

Non si sa quello che ci aspetta una volta arrivati, rare le sorprese piacevoli, più facile essere accolti da uomini verdi con quattro braccia o trovarsi immersi nella totalnebbia.

Questa volta la brutta esperienza capita a Joseph Schwarz, sarto in pensione: un singolo passo lo trasporta in un mondo molto lontano nel tempo dalla Chicago del 1949.

Apparentemente Schwarz si può considerare fortunato, è vero che si trova in un ambiente sconosciuto, i cui abitanti parlano una lingua incomprensibile, ma perlomeno sono uomini e non sembrano ostili.

Considerato alla stregua di un minorato mentale, Schwarz viene accolto da una coppia di contadini e in seguito portato in città presso il professor Shekt, illustre scienzato che lo sottopone a un trattamento sperimentale in grado di potenziare le capacità mentali.

Il vecchio sarto conosce la figlia di Shekt, una bella ragazza di nome Pola, ma viene anche messo sotto controllo dalla Società degli Anziani, un gruppo di fanatici enormemente influenti che stanno tessendo un pericoloso intrigo.

Schwarz inizia a imparare la lingua locale, e lentamente comprende di essere finito in un remoto futuro niente affatto rassicurante: la Terra fa parte di un immenso impero galattico, ma è considerata un pianeta trascurabile e pieno di teste calde, inoltre è fortemente radioattiva.

La scarsità di risorse costringe i terrestri a una vita dura e spietata, con orrore Schwarz viene a sapere che una volta arrivati a sessanta anni si viene sottoposti all’eutanasia, e lui è già oltre questo limite.

L’anziano sarto decide di fuggire, non ha nessun amico su cui contare, solo le proprie capacità mentali, che si accrescono al punto da poter entrare in contatto telepatico e addirittura uccidere a distanza, poi incontra ancora Pola e Bel Ardavan, un archeologo imperiale che studia la storia terrestre.

Sarà questo strano terzetto a dover affrontare una minaccia di portata inconcepibile, che in grado di far vacillare o addirittura crollare il potente impero di Trantor.

Paria dei cieli è l’ultimo di un trittico di romanzi (conosciuto come Ciclo dell’Impero) che costituiscono il preludio alla Trilogia della Fondazione, le altre storie sono Il tiranno dei mondi (Thestars, like dust, 1951) e Le correnti dello spazio(The currents of space, 1952).

Nei primi due romanzi i duecento milioni di mondi colonizzati sono frammentati e divisi, anche se ne Le correnti dello spazio le ambizioni imperiali di Trantor sono ormai evidenti, mentre le vicende di Paria dei cieli sono ambientate dopo nove secoli dalla fondazione dell’impero galattico e dall’instaurazione della Pax Trantoriana.

In seguito Isaac Asimov amplierà e collegherà diversi suoi cicli, e i tre romanzi citati diventeranno il collegamento tra le storie del duo Elijah Baley / R. Daneel Olivaw e quelle della fondazione.

Paria dei cieli presenta diversi temi classici della fantascienza come i viaggi del tempo e la telepatia, ma su tutti domina l’incubo nucleare, Asimov presenta una Terra radioattiva, che per sopravvivere mantiene un rigido controllo sulla popolazione mediante il sessagesimo.

Anche se lo stesso Asimov darà una spiegazione differente alla radioattività terrestre questo romanzo di inserisce a pieno titolo alla ricca serie di storie nate dalla paura di un conflitto nucleare, ma a questo tema si aggiunge quello dell’emarginazione della Terra.

Se le vicende di Trantor sono ricalcate su quelle dell’impero romano (Declino e caduta dell’impero romano è l’opera di Edward Gibbon che ispirò Asimov) al nostro pianeta spetta la parte dell’antica Giudea, terra considerata coacervo di teste calde e fanatici, guardati con disprezzo dai romani.

Il procuratore Ennius prende la parte di Ponzio Pilato, i sacerdoti sono i membri della Società degli Antichi, ispirati non dalla Bibbia ma dal Libro degli Antichi, dove è scritto che i terrestri sono popolo eletto, gli abitanti del pianeta che ha dato origine all’umanità.

Forti della loro fede, e a dispetto della sproporzione tra le forze in campo i terrestri preparano la rivolta,disposti a spazzar via miliardi di persone pur di prendere la guida della galassia.

Su questo sfondo grandioso si svolgono le vicende di Schwartz, Pola e Ardavan, personaggi che rifiutano le logiche del potere e vincono le pressioni culturali, superando i tabù del sessagesimo e dell’amore tra terrestri e imperiali.

Nonostante la tragedia atomica che domina il romanzo Asimov ci viene a dire che l’uomo racchiude in sé abbastanza amore e passione per vincere odio e diffidenza, un messaggio forte valido ancor oggi, in un periodo ancora una volta dominato da incertezze e paure.

Giampaolo Rai

http://www.fantascienza.com/15476/paria-dei-cieli


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