92/2014: Leonardo Sciascia, Ore di Spagna, Pungitopo 1988, pag 124

Leonardo Sciascia, Ore di SpagnaSCIASCIA SOTTO IL SEGNO DELLA SPAGNA

PAESI DELL’ ANIMA In un libro con foto di Scianna la passione dello scrittore per la «siciliana» Iberia SCIASCIA SOTTO IL SEGNO DELLA SPAGNA Molto si è detto e scritto su Leonardo Sciascia e la Francia, sul suo «amore» per Parigi, sulla sua formazione razionalista che ne avrebbe fatto un seguace strenuo delle idee illuministe. Poco invece si è detto e scritto di Sciascia e la Spagna, dell’ influenza che essa ha avuto sul suo modo di essere scrittore, sulla sua idea stessa di letteratura. Un libro appena uscito, Ore di Spagna, rimedia a questo vuoto. Anche se non si tratta di un titolo nuovo, essendo già stato pubblicato, nel 1988, dalla piccola editrice siciliana Pungitopo. Il libro è composto da una raccolta di testi di Sciascia ispirati alla Spagna e da un album fotografico di Ferdinando Scianna che con lo scrittore viaggiò più volte nella penisola iberica. Questi testi furono pubblicati da Sciascia sul Corriere e sul settimanale Epoca. È stato il filologo palermitano Natale Tedesco a farne libro. E difatti egli nell’ introduzione, alludendo alla precedente edizione, polemicamente spiega: «In Italia e in Francia, ma non in Spagna, dove ha avuto significative recensioni, questo volume di Sciascia è stato tenuto ai margini dagli italianisti francesi o francesizzanti, perché è venuto a disturbare il mito di Parigi, cosa non vera perché tale esso è rimasto, solo che il suo astro è nato dopo quello spagnolo, peraltro più silente ma certo con radici più autoctone». «Avevo la Spagna nel cuore», scriveva Sciascia nelle Parrocchie di Regalpetra, riferendosi agli anni della sua adolescenza. E nel cuore gli era rimasta.Come memoria della sua Sicilia, perché – diceva – “c’ è più Sicilia in Spagna che nella stessa Sicilia”. E su quella terra, su quel popolo ha lasciato pagine memorabili. Queste di cui ora si parla, e in precedenza quelle dell’ Antimonio (1960) e della prefazione al dialogo teatrale La veglia a Benicarlò di Manuel Azana (1967) di cui fu anche il traduttore. Un’ opera che Sciascia sentiva attuale, esemplare. Matteo Collura Il libro: «Ore di Spagna» di Leonardo Sciascia (con foto di Ferdinando Scianna).

Collura Matteo

http://archiviostorico.corriere.it/2000/giugno/25/SCIASCIA_SOTTO_SEGNO_DELLA_SPAGNA_co_0_00062511234.shtml


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