95/2014: Omar Lòpez Mato, Bestiario dei tempi moderni, Odoya 2013, pag 237

Omar Lòpez Mato, Bestiario dei tempi moderniOgni epoca ha avuto i propri bestiari: raccolte dedicate a creature di ogni tipo, a scherzi della natura o a esseri meravigliosi che lasciarono una traccia indelebile nell’immaginazione umana. Ma se un tempo a suscitare la curiosità dei lettori di questi codici, molto diffusi nel Medioevo, erano creature nate dalla fantasia di coloro che li compilavano, oggi si può rimanere altrettanto stupiti dalle incredibili storie di animali realmente esistiti.
Omar López Mato mette da parte unicorni, licantropi e basilischi e raccoglie le più stupefacenti peripezie di animali realmente esistiti, di esseri capaci di compiere grandi azioni. Dai circhi ai teatri, passando per i campi di battaglia e i set cinematografici, fino ad arrivare allo spazio siderale, molti dei protagonisti di queste storie divennero celebri per le proprie capacità straordinarie e per i loro sentimenti, umani e divini allo stesso tempo.
Queste creature leggendarie ispirarono scrittori come Baudelaire, che dedicò una poesia al suo gatto, o come Shakespeare, che cantò in versi le prodezze di un cavallo ballerino. E persino animali meno nobili come i maiali seppero far parlare di sé: uno di loro ebbe l’onore di ricevere un’elegia funebre nientemeno che dal poeta Thomas Hood!
Animali eccezionali che accompagneranno il lettore in un viaggio fuori dalle logiche della scienza naturale, facendogli scoprire aspetti della natura insoliti e misteriosi. Elefanti studiosi, gatti letterati, pulci acrobate, cani attori, cavalli parlanti, scimmie chiacchierone e maialini saggi aiuteranno a capire fino a che punto l’arroganza dell’uomo ha calpestato la bellezza e la libertà delle altre creature.

“Prendetelo per quello che è, giacché mai più
potrete posare i vostri occhi su nulla di simile.”
– Shakespeare sul celebre bovino Bonassus –

“Proprio così, signore e signori. Questi animali sono invulnerabili
a ogni tipo di proiettile, di qualunque calibro essi siano!”
proclamava il padrone di Chepachet con superbia, lisciandosi la punta dei baffi impomatati…
il rumore di uno sparo risuonò nell’aria. Un proiettile era penetrato attraverso
il suo occhio sinistro infiggendosi, poi, nel cervello. Chepachet era morto sul colpo.

L’Orso Old Mose non era in grado di ragionare, amare o odiare.
Probabilmente sarebbe stato un animale pacifico se l’avessero lasciato in pace.
Le sue azioni erano dominate solo dall’istinto. Erano la paura e la fame a indurlo a uccidere.


Autore
Omar López Mato è direttore dell’Instituto de la Visión di Buenos Aires, città dov’è nato nel 1956. Appassionato di storia e curiosità, è autore di culto in Argentina, con al suo attivo una decina di pubblicazioni. Collabora con importanti riviste argentine come Todo es Historia, Perfil, Para Tí e Médico Oftalmólogo, e ha una sua rubrica sul quotidiano La Prensa. Ha condotto il programma radiofonico Hablemos de Historia dal 2006 al 2009 e attualmente è la voce di Tenemos Historia a radio FM La Isla.
Per Odoya ha già pubblicato, nel 2012, Storia dei Freak. Mostri come noi e Viaggi postumi. Avventure post-mortem dei personaggi illustri.

http://www.odoya.it/index.php?main_page=product_book_info&products_id=626


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