118/2015: James Patterson, Il negoziatore, Longanesi 2011, pag 290

James Patterson, Il negoziatoreMancano pochi giorni a Natale e New York è percorsa dall’allegra frenesia della festa. Ma nessuna luminaria, nessuna canzone natalizio può scaldare il cuore di Michael Bennett, detective del NYPD. Sua moglie, la sua amatissima Maeve, è molto malata e sta per lasciare lui e i loro dieci, meravigliosi figli adottivi. Ogni pensiero, ogni gesto di Michael è solo per lei e per i bambini. Nemmeno la morte dell’ex first lady Caroline Hopkins può scuotere Michael dal suo dramma personale. Ma poi accade l’inconcepibile.
Durante i funerali della firsi lady, cui partecipa tutta lo New York che conta, nonostante la massima allerta delle forze di polizia un gruppo di criminali riesce a impossessarsi della cattedrale di St Patrick e a prendere in ostaggio tutti i vip. Sono uomini pronti a tutto: vogliono denaro, tanto, e sono disposti o uccidere. Anzi iniziano subito con il sindaco e non sembrano intenzionati o fermarsi, in un drammatico, mortale conto alla rovescia. E Bennett, esperto negoziatore, deve mettere da parte il suo dolore e agire, perché sono necessarie tutta lo sua abilità e la suo esperienza per fronteggiare la situazione. Mentre gli occhi di tutto il mondo sono puntati sullo cattedrale, Bennett combatte lo battaglia più dura dello sua vita, uno battaglia dalla quale rischia di uscire sconfitto.
 I GIUDIZI
“”Un istinto innato per arpionare il lettore.”
Il Venerdì di Repubblica
“Vende più di J.K. Rowling, John Grisham e Dan Brown, ma come fa?”
The Observer
“Sa esattamente dove sono sepolte le nostre paure più profonde… non c’è limite alla sua immaginazione.”
The New York Times Book Review
 UN BRANO
“Gli agenti dell’unità indossavano cappellini da baseball ed esibivano minacciose pistole mitragliatrici Colt Commando a tracolla sul petto, le mani occupate da sigarette e bicchieri di caffè. Invece di vigilare sparavano cazzate tra di loro, facendo a chi la diceva più grossa su come avrebbe speso tutto lo straordinario che stava per intascare.
Domanda: erano davvero così stupidi? si chiese l’Igienista. Risposta: sì.
Il suo cellulare squillò mentre il suono della cornamusa cominciava a scemare. L’Igienista abbassò il binocolo e si portò il telefonino all’orecchio. L’eccitazione per quanto stava per succedere lo faceva fremere.
«Via libera, Jack» disse. «Procedi. E facci sognare.»”

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