132/2015: Georges Simenon, Il presidente, Adelphi 2007, pag 155

Georges Simenon, Il presidenteGeorges Simenon cominciai ad amarlo per Maigret. Anzi per molti anni ho ignorato che esistesse un altro possibile Simenon, romanzi nei quali il famoso commissario non compariva nemmeno. Fu grazie alla Adelphi che scoprii l’altro, e più grande, Simenon. Alla stessa casa editrice devo la lettura di questo Il presidente, che non esito a definire un grande romanzo, nel suo genere un capolavoro. È la storia di un uomo politico che nel corso della sua lunga vita è stato più volte presidente del Consiglio, addirittura sfiorando la presidenza della Repubblica. Ormai vecchio, si è ritirato in una modesta casa di campagna in Normandia, dove vive la vita di un uomo declinante, malandato in salute, assistito da alcuni collaboratori. Fedeli? L’impressione del vecchio statista è che in realtà quel manipolo di servitori oltre ad accudirlo lo spii, sorvegli cioè ogni sua mossa così come fanno i poliziotti messi di guardia al cancello dell’abitazione.

Come ogni uomo politico che si rispetti anche il nostro (chiaramente ricalcato sulla figura del terribile Clémenceau, detto “la Tigre”) ha portato con sé alcune carte riservate e compromettenti, tra queste la confessione di un suo capo di gabinetto autore di una scorrettezza così grave da esser costata, a suo tempo, molto denaro alle casse dello Stato. Ora quell’uomo sta per ricevere l’incarico di formare un nuovo governo; il suo destino è nelle mani del vecchio presidente, basterebbe che tirasse fuori quella lettera per affossarlo. Lo farà? Non lo farà? Stroncherà la carriera di quell’ex giovane ambizioso? Lascerà che diventi presidente del Consiglio un uomo che ha danneggiato così tanto la Repubblica? Non darò la risposta, ovviamente.

Anche se i punti di forza del romanzo sono altri, come subito dirò, l’abilità di Simenon nel creare una situazione di attesa è come sempre magistrale e non va guastata anticipando l’esito finale. I punti di forza, dunque, sono a mio giudizio, tre. Il primo è l’analisi della mentalità di un uomo di potere, molto impressionante anche per gli impliciti riferimenti all’attualità che contiene (il romanzo è del 1957); il secondo è l’analisi lancinante dei sentimenti e delle sensazioni di un vecchio: “Era convinto di essere ormai uscito da se stesso quanto bastava per vedere dall’esterno quella carcassa pressoché inerte che iniziava a diventargli estranea e che gli ispirava più disgusto che pietà”. Il terzo infine, ma certo non l’ultimo, la qualità della scrittura che mette Simenon al livello dei migliori narratori europei. E non solo.

di Corrado Augias , il Venerdi “La mia Babele”

http://ilmiolibro.kataweb.it/recensione/catalogo/5634/il-politico-al-crepuscolo-di-un-grande-simenon-che-non-delude-mai/


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: