134/2015: Giulia Spizzichino, La farfalla impazzita-dalle Fosse Ardeatine al processo Priebke, Giuntina 2013, pag 147

Giulia Spizzichino, La farfalla impazzitaIl libro, curato da Roberto Riccardi, ricostruisce le vicende della persecuzione ebraica a Roma. Da 16 ottobre 1943 al caso Priebke

“E’ un libro che ci dice tante cose; non è solo un tassello di memoria, è anche un tassello di storia, di fatti e vicende. Ci sono i due grandi momenti dellaShoah italiana: il 16 ottobre e le Fosse Ardeatine. Due ferite inferte alla città che passano davanti agli occhi della giovane Giulia”.

Queste sono alcune parole dell’intervento della storicaAnna Foa sul libro di Giulia Spizzichino “La farfalla impazzita” curato da Roberto Riccardi, editore Giuntina, che è stato presentato al Jewish Community Center in una serata organizzata dal Centro di Cultura della Comunità. Nel corso della quale si sono susseguiti racconti e retroscena, grazie alla presenza di testimoni che hanno vissuto direttamente il caso Priebke.

Si, perché il libro autobiografia di Giulia, tra i ricordi di un’intera vita si snoda sulla deportazione e sull’eccidio delle Fosse Ardeatine dove furono assassinati sette parenti stretti di Giulia, l’intera famiglia dei Di Consiglio, ai cui è intitolato un giardino nel quartiere Testaccio.

Nelle pagine si susseguono episodi quotidiani familiari che si incastonano bene nelle dinamiche sociali dell’Italia del dopoguerra. E la virtù di Giulia è di trasmettere al lettore come la forza del ricordo possa essere un patrimonio incancellabile che segna il proprio percorso.

L’autrice nella parte finale del libro rievoca il suo apporto determinante, con il suo viaggio in Argentina nel 1994 per sostenere la richiesta di estradizione del criminale nazista Priebke, che viveva lì indisturbato dopo i crimini impuniti commessi.

Sta all’ex ministro della giustizia, Giovanni Maria Flick, al presidente della comunitàRiccardo Pacifici e al procuratore militare Antonino Intelisano far tornare indietro le lancette dell’orologio a quella fatidica sera del 1 agosto del 1996 e ripercorrere le fasi salienti che portarono dopo lunghe trattative alla carcerazione per custodia cautelare del criminale nazista Erich Priebke, che nel frattempo era stato estradato in Italia.

Vengono così rievocate quelle ore turbolente al Tribunale militare in cui al criminale nazista, sebbene fosse ritenuto colpevole dell’eccidio, fu ordinata la scarcerazione perché erano passati più di cinquant’anni dal reato commesso. E solamente grazie all’intervento dell’allora Ministro Flick, incalzato dalle proteste della Comunità ebraica, fu reso possibile che l’imputato rimanesse in detenzione carceraria.

Pubblicato da: Jonatan Della Rocca

http://www.romaebraica.it/la-farfalla-impazzita/


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