Daniel Pennac: “Il viagra e la coca? Li ho provati e ho bruciato i miei libri”. Lo scrittore francese si racconta

Il Fatto Quotidiano

PENNAC

“Ho sempre voluto scrivere un libro sul corpo. Il primo tentativo è stato in Brasile dove vivevo nel ’69. Ho scritto 300 pagine, molto astratte, teoriche, e le ho bruciate”. Daniel Pennac al secondo tentativo c’è riuscito. Il suo ultimo romanzo “Storia di un corpo” è andato in scena al Teatro Sociale di Alba, con un reading teatrale di 85 minuti.

“Ancora oggi il corpo è solo un oggetto di consumo culturale e commerciale. La pubblicità e il porno”, ha dichiarato in un’intervista al Fatto Quotidiano raccontando il suo libro e raccontandosi a sua volta, in quello che è il rapporto con il suo corpo. Al quotidiano ha rivelato di aver preso una volta il viagra, descrivendo le sensazioni provate.

Una grande eccitazione, come la coca. Anche la coca l’ho presa una volta. Ero un po’ fermo su un testo e un mio amico me l’ha consigliata. Ho messo giù una riga e voilà…Sono andato avanti a scrivere tutto il giorno e una parte della notte: 17 pagine. Di merda. Ho dovuto lavorare tre giorni per trasformarle in una pagina decente. Non ho bisogno delle stampelle. Sessualmente è la stessa cosa. Si fa quel che si può con quel che si ha. Rifiuto quel che ha fatto morire Pavese. L’identità attraverso la sessualità. Tengo separate le due cose. Il femminismo ha fatto soffrire molte donne dando un’importanza enorme all’orgasmo.

Il libro questa volta è scampato alle fiamme. Lo scrittore francese è infatti solito bruciare le opere che non lo soddisfano. Così era stato anche con la prima stesura della Fata Carabina. Delle prime 200 pagine scritte solo 15 sopravvissero. E a partire da quelle Pennac diede vita al secondo libro della saga Malaussène.

Con la serie di Belleville lo scrittore racconta la banlieue multietnica, una convivenza diventata più difficile a causa dell’integralismo islamico, dopo i fatti di Charlie Hebdo.

L’integralismo islamico può portare ad autocensurarsi. Perché fa paura. Siamo di fronte a una guerra civile, una guerra tra Nord e Sud. Non ne usciremo presto.


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