166/2015: John Dos Passos, Tempi migliori 2004, pag 303

John Dos Passos, Tempi migliori

Figlio di un avvocato di origini portoghesi, John Dos Passos nacque a Chicago nel 1896, diventando una delle voci più significative della narrativa americana del Novecento. In “Tempi Migliori” (The Best Times. An informal memoir) del 1966, ripercorre tutte le tappe e gli episodi più importanti della sua vita vissuta fino ad allora e che hanno contribuito alla sua formazione di uomo e di scrittore.

Conclusi gli studi ad Harvard nel 1916, Dos Passos, giovanissimo ed occhialuto, inizia una serie di viaggi che lo porteranno in giro per l’Europa, in Spagna, Francia e Italia, e che lo vedranno direttamente coinvolto nell’orrore della Prima Guerra Mondiale, e per l’Asia il Medio Oriente e la Russia.
L’autore racconta, inoltre, la sua lunga amicizia con personaggi del calibro di Sherwood Anderson, Cummings, Francis Scott Fitzgerald ed Ernest Hemingway, un’amicizia lunga e fragile. Dos Passos nelle sue pagine ci fa vivere il fermento letterario dei primi anni del Novecento, a New York come in Europa, la scrittura e le idee che scivolavano veloci su fiumi d’alcol e su auto sportive sparate a fari spenti nelle notti di Long Island.
Dos Passos, come molti altri della sua generazione, ha vissuto una vita memorabile e piena di avventure, come la traversata del deserto in carovana, la fame patita nei villaggi più sperduti della Russia, o come l’esser stato presente alla sfortunata battuta di pesca che avrebbe ispirato a Hemingway la stesura de“Il vecchio e il mare”. Una vita sorprendente e degna di essere non soltanto vissuta, ma anche letta da altri.

“Gli uomini di lettere sono più suscettibili di altri. Essi sono una genia di egoisti. Le amicizie fra di loro sono precarie. In questo senso somigliano un po’ ai tori. Il toro che, in giovinezza, è cordiale e giocherellone, ti leverà le budella per un’ombra, una volta cresciuto.”

John Dos Passos, nato a Chicago nel 1896 e morto a Baltimora nel 1970, è stato con Ernest Hemingway e Francis Scott Fitzgerald uno degli scrittori più importanti della cosiddetta «generazione perduta». Ammirato da Edmund Wilson, apprezzato da André Gide, esaltato da Jean-Paul Sartre per Manhattan Transfer e la trilogia USA (42° Parallelo, 1919, Un mucchio di quattrini) fu a lungo ingiustamente dimenticato. Di lui, Dalai editore, oltre a questa nuova edizione di Manhattan Transfer, ha pubblicato i romanzi Tempi migliori (2004), La riscoperta dell’America (2006) e la raccolta dei suoi reportage di guerraServiziospeciale (2008).

http://www.sololibri.net/Tempi-Migliori-John-Dos-Passos.html

 


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: