Leggere: dieci cose che solo un lettore appassionato può capire

di Alessandro Bianchi

Foto apertura

Una persona una volta mi disse che leggiamo perché le nostre vite sono noiose, e cerchiamo sulla pagina dei motivi per renderle interessanti. Non so se essere d’accordo con questa visione della lettura: forse non mi riesce accettarla totalmente, e deve essere per questo che ho scritto una serie di ragioni per cui è davvero bello aprire un libro. Sono dieci cose che solo un lettore appassionato può capire.

1. La sensazione che provi quando, leggendo una certa frase o un intero passaggio, crei un collegamento immediato con un evento o un flash che hai vissuto. In un certo senso, è come avere un dejavù: una specie di dejavù letterario, in cui ci si ritrova improvvisamente nelle situazioni di qualcun altro. La conferma che, in fondo, noi esseri umani non siamo poi così diversi.

2. La dimensione temporale in cui ci troviamo durante la lettura. Mentre leggiamo, il tempo scorre, ma noi non lo percepiamo. Solo di notte può capitare che la stanchezza accumulata durante il giorno si faccia sentire e reclami un riposo che noi,
a malincuore, dobbiamo concedere.

3. La dimensione spaziale in cui ci troviamo durante la lettura. Detta così, la lettura può essere considerata una sottospecie di droga. Ma non saprei come definire quella sensazione di libertà ed evasione che ti dà un libro se non parlando di… viaggi.

4. La voglia, appena finito un libro che ti è particolarmente piaciuto, di leggere anche l’introduzione che avevi saltato, la prefazione, la postfazione, le note biografiche sull’autore, la quarta di copertina, qualsiasi cosa, pur di trovare altre informazioni che possano in qualche modo continuare la storia.

5. La consapevolezza (e la tristezza, e la nostalgia, e la mancanza d’aria…), nel momento in cui si chiude un libro, o ancor meglio l’ultimo libro di una saga, di non poter ritrovare mai più quei personaggi con cui hai passato un sacco di tempo.

6.La sensazione, quando si legge un libro, un racconto, o qualsiasi pezzo senza aver letto il nome dell’autore, di riconoscere la voce di qualcuno. Vai a controllare l’autore e sì: stavi pensando proprio a lui.

7. Le domande che ti vengono quando leggi una frase e ti fermi a pensare a come l’autore sia arrivato a dire quelle parole. Cosa gli è capitato? Dove era quando le ha scritte? Cosa stava pensando? E perché a te sembra di sapere esattamente la risposta a tutti questi interrogativi?

8. La sensazione che provi nel momento in cui capisci perché il romanzo che stai leggendo si intitola così. A volte il titolo di un libro parla da sé, ma altre volte c’è bisogno di trovare quella frase che te lo spiega. E in quel momento: l’illuminazione.

9. La consapevolezza, localizzata da qualche parte dentro di te, che è davvero troppo tardi, ma che non puoi smettere di leggere proprio adesso. Ed è così che, di solito, arrivano le tre di notte.

10. La sensazione che provi quando leggi i pensieri di un personaggio o del narratore che descrivono esattamente il tuo stato d’animo corrente.

Alessandro Bianchi è nato a Lucca nel 1989. Dopo la Laurea in Informatica, si è trasferito a Torino per studiare Storytelling and Performing Arts alla Scuola Holden. Ha scritto per il teatro e continua a tenere un blog personale. Attualmente lavora in comunicazione.

Foto di Julia Bredis, Flickr

http://ilmiolibro.kataweb.it/articolo/scrivere/204727/leggere-dieci-cose-che-solo-un-lettore-appassionato-puo-capire/?ref=HRSN-2


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