180/2015: Brian Freeman, Il dubbio, Piemme 2012, pag 419

Brian Freeman, Il dubbioGlory era così presa da quello spettacolo, che non si accorse subito di non essere più sola. All’improvviso il cuore si mise a galopparle nel petto.Aveva sentito dei passi sulla ghiaia fuori dal garage.Trattenne il fiato, spense la torcia e si allontanò dal bordo del soppalco. “Non entrare, non entrare, non entrare” pregò, ma udì il rumore metallico del lucchetto che sbatteva mentre la porta veniva aperta. Qualcuno si introdusse nel garage. Qualcuno che si muoveva nel buio come un fantasma, o un mostro.

Ecco il nuovo romanzo di Brian Freeman , autore di Immoral (vincitore del Macavity Haward) come migliore opera prima, seguiti  da  Las Vegas Baby  e da altri thriller fino a Il respiro del ghiaccio (finalista agli International thriller Awards). Anche ques’ultima opera dimostra che l’autore conosce bene il suo mestiere e sa  creare ad arte suspence e azione. Il protagonista di questo splendido libro è Mark Bradley, un’insegnante accusato di violenza sessuale nei confronti di una studentessa minorenne e per tale motivo privato della cattedra di inglese.
Nonostante l’assoluzione, la calunnia seguirà Mark come un’ombra, rendendo lui e la moglie (figura splendidamente delineata anche sotto il profilo delle dinamiche psicologiche) degli emarginati nella comunità del Wiiisconsis, luogo in cui si sono da poco trasferiti.
Una passeggiata di Mark in riva al mare di notte, le avances di un’altra studentessa minorenne ubriaca e l’indomani  il ritrovamento del cadavere della stessa, insieme alla testimonianza di un un uomo che afferma di avere visto i due che si abbracciavano in mare, riporta Mark in un nuovo incubo.
La trama del libro di per sè potrebbe non essere originale ma il modo magistrale in cui Freeman la sviluppa è, soprattutto nelle ultime 150 pagine, a dir poco frenetica.
Va detto che il libro è ben scritto e avvincente da subito, poi rallenta il ritmo nella parte centrale ma lo riprende alla grande quando all’improvviso la scrittura diventa magnetica.
La sensazione  è quella di essere su un’ottovolante, di non riuscire a staccarsi dalla lettura a causa del ritmo vorticoso dei brevi capitoli e delle vicende dei vari personaggi che poi si ricompongono alla fine.
Freeman è bravissimo a delineare la psicologia dei personaggi: il loro sentire, i loro dubbi, le loro paure.
Hilary, Mark, Glory e soprattutto il nuovo detective incaricato delle indagini: Cab Bolton.
Un uomo, quest’ultimo, con qualche scheletro riposto nell’armadio, ma proprio per questo umano.
Non si può che ammirare la moglie di Mark: Hilary donna che, pur nel dubbio che il proprio uomo possa essere stato realmente sedotto dalla studentessa, continua a stargli accanto e a rischiare la vita per lui.
“Il dubbio” quindi è un libro da leggere e quindi, a mio avviso, decisamente consigliato se siete in cerca di emozioni forti, l’unico rischio che correte è che potreste affezzionarvi ai personaggi e rimanere col fiato sospeso fino alla prossima avventura del detective Bolton.
Piccola nota a margine: grandiosa la traduzione di Alfredo Colitto che anche in questo caso non ha solo tradotto un romanzo, ma ha fatto di un buon libro un ottimo libro tradotto in italiano.

Articolo di Caterina “gzarzana”

http://corpifreddi.blogspot.it/2012/07/il-dubbio-brian-freeman-piemme-2012.html


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