194/2015: Philip Roth, Il grande romanzo americano, Einaudi 2014, pag 413

Philip Roth, Il grande romanzo americanoIl fascino del Grande Romanzo Americano colpisce comunque, figuriamoci se un Grande Scrittore Americano come Roth che con Sabbath e la Pastorale (sempre Americana) é andato vicino a scrivere il GRA definitivo titola cosí un suo romanzo.
O meglio: titoló o ha titolato, visto che era il 1973 e il romanzo é rimasto a lungo non piú reperibile nel nostro paese.
Ho cominciato a nutrire nuove speranze quando ho visto che veniva ripubblicato da noi perfino un romanzo molto “situazionale” (si parla di Nixon, tema non proprio freschissimo) come “Our Gang” (La nostra Gang) e – ZAC! – Einaudi annuncia per Novembre anche la ri-edizione del Grande Romanzo Americano di Roth (nome proprio, in questo caso).
In effetti anche qui la trama rischia di apparire tra lo scombiccherato e il troppo a stelle e strisce. Le avventure di una squadra di Baseball durante la 2° guerra mondiale, permanentemente on the road in quanto ha affittato il diamante di casa (lo stadio) all´esercito Americano.
Il tutto filtrato dalla penna del giornalista “Word” Smith che si propone di raccontare la storia in retrospettiva come Racconto Esemplare e Patriottico, e cercando di farlo impossessandosi dello stile verboso dei classici alla Twain, alla Hawthorne.
Quanti ingredienti eh? Sarcasmo, Baseball, Guerra, Memoria, Romanzo Picaresco. Il tutto con la penna sapiente di Roth. Di cui questo – intendiamoci – é un libro probabilmente minore, alla pari con le ultime cose (comunque giustamente) pubblicate da noi, come La Nostra Gang, come Quando lei era buona.
Ma Roth é Roth, no? E una sua roba poco riuscita é superiore…superiore…a molte altre cose, diciamo cosí.
E come dicono gli imbonitori, MI VOGLIO ROVINARE  e vi rivelo alcune prossime anticipazioni di americana, ovvero la nuova edizione di Manatthan Transfer (Dos Passos) da Baldini e Castoldi e poi ancora L´ottavo giornodell´ormai dimenticato Thornton Wilder (quello di Mr.North, per intenderci, trasformato anche in un film di un certo successo) da Elliot che prosegue imperterrita nella sua riscoperta di scrittori americani passati di moda. Prossimamente.

Nota paesaggistica: C´é stato un altro scrittore che ha osato titolare una sua opera “Il grande romanzo americano” ed é William Carlos Williams, piú famoso come poeta.
In questo caso il titolo é tra l´ironico e il decisamente ingannevole, visto che si tratta di pura (e un po´ invecchiata) sperimentazione Joyciana.

Poi c´é stato uno scrittore – l´olandese Koen – che ha scritto il “Grande romanzo europeo” (attraverso le sue cittá e capitali), ma é tutta un´altra storia.

http://www.recensireilmondo.com/2014/08/le-anticipazioni-speciale-philip-roth.html


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