Mario Sironi, l’aedo del duce

L’America, don Sturzo, la democrazia: in mostra i disegni dell’artista per il «Popolo d’Italia», quotidiano di Mussolini

 

Il più convinto degli aedi e il suo duce. Certo, è impossibile non notare la coincidenza: una mostra retrospettiva del più fascista degli artisti (o comunque fascistissimo), Mario Sironi, ospitata proprio in quella che fu la residenza privata del suo idolo politico, Benito Mussolini. Ciò premesso, la retrospettiva che si inaugura venerdì 23 ottobre alle 18 a Villa Torlonia — Casino dei Principi e Casino Nobile — è, come quasi sempre accade quando si tratta di Sironi, una mostra interessante, con protagonista un pittore che a distanza ormai di quasi un secolo dalla sua piena espressione, conferma tutta la sua abilità e modernità di visione (plastica). Una dimostrazione puntuale anche qui, in questa fascistissima pagina della sua vita d’artista concernente le illustrazioni (1921-1940) create per «Il Popolo d’Italia», quotidiano fondato dallo stesso Mussolini.

Disegnatore politico e attivista

Promossa dall’assessorato alla Cultura del Campidoglio, realizzata con il sostegno della Fondazione Roma-Arte-Musei, curata da Fabio Benzi con la consulenza storica di Monica Cioli e con l’organizzazione della Galleria Russo, l’esposizione raccoglie circa 220 illustrazioni, tutte realizzate per l’organo di stampa ufficiale del partito fascista. Un Sironi dunque disegnatore politico e attivista entusiasta degli ideali del regime, come ben traspare da queste vignette realizzate in grandissima parte tra il 1921 e il 1927 (peraltro, grossomodo, gli anni aurei della sua produzione pittorica).

L’aggressività dei contenuti

La selezione è stata fatta su un corpus di oltre duemila disegni, e come proprio ci si aspetta l’occhio dell’osservatore è colpito tanto dall’indubbia efficacia espressiva (molto in anticipo, di decenni, sugli esiti della grafica contemporanea), quanto, soprattutto, dall’aggressività dei contenuti, attraverso i quali si prendono di mira i nemici politici, i partiti avversari, la vecchia classe governativa liberale, la stampa filo democratica, le democrazie d’America, Francia, Inghilterra e il comunismo russo. Il partito socialista viene raffigurato da un berretto frigio e chiamato in modo spregiativo «pus». L’attacco al partito popolare si concentra su Don Sturzo, raffigurato come «orrifico e cinico profittatore». Per dirne due. Una collaborazione, quella al «Popolo d’Italia», in cui Sironi — come scrive nel suo saggio in catalogo lo storico Giuseppe Vacca, presidente dell’Istituto Gramsci — mette a servizio di Mussolini la sua maestria figurativa e un grande impegno stilistico per dare spessore espressivo, concettuale e popolare ai temi più aggressivi della propaganda fascista». (Fino al 19 gennaio, via Nomentana 70, da martedì a domenica 9-19, info: tel. 060608, http://www.museivillatorlonia.it, catalogo Palombi Editori).

di Edoardo Sassi Per il Corriere della Sera

http://roma.corriere.it/notizie/cultura_e_spettacoli/15_ottobre_22/mario-sironi-l-aedo-duce-3549e3aa-78de-11e5-95d8-a1e2a86e0e17.shtml

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