Lemmy dei Motörhead è morto

La storia del cantante, bassista e fondatore di una delle più famose band rock di sempre, morto a 70 anni

Lemmy Kilmister gestorben

(Axel Heimken/picture-alliance/dpa/AP Images)

Lemmy Kilmister, il cantante, bassista e fondatore della famosa band rock dei Motörhead, è morto a 70 anni, pochi giorni dopo aver scoperto di avere il cancro. Lemmy era un soprannome, il suo vero nome era Ian Fraser Kilmister. Aveva formato i Motörhead nel 1975 e ne era praticamente il simbolo, dal momento che negli anni era diventato il solo membro della band ad aver fatto sempre parte del gruppo. Da allora i Motörhead hanno pubblicato 23 dischi registrati in studio, vendendone più di 50 milioni di copie in tutto il mondo.

Lemmy nacque il 24 dicembre 1945 a Stoke-on-Trent, nel nord-ovest dell’Inghilterra: suo padre, un parroco anglicano, lo abbandonò quando aveva tre mesi. Crebbe con sua madre in una città turistica del nord del Galles: a partire dai quindici anni cominciò a suonare il basso in alcuni gruppi locali, e nel 1968 lavorò come roadie per un tour di Jimi Hendrix. Il suo primo gruppo serio furono gli Hawkwind, una band progressive: già allora Lemmy era famoso per il suo carattere forte e per i suoi eccessi con la droga, motivo per cui fu allontanato dagli Hawkwind. Nel 1975 formò un trio chiamatoBastard: il suo agente però lo convinse a cambiare nome, e il gruppo scelse Motörhead. I Motörhead suonavano un rock’n’roll molto aggressivo e influenzato dal punk-rock, allora nel suo momento di maggiore popolarità, soprattutto in Inghilterra. Nelle sue interviste Lemmy ha sempre specificato che i Motörhead non facevano heavy metal, come altre band di quegli anni come i Black Sabbath e i Judas Priest, e anzi ha spiegato di non averlo mai amato come genere.

Raggiunsero un gran successo, anche negli Stati Uniti, dopo la pubblicazione di Ace of Spades, che conteneva l’omonima famosissima canzone, diventata l’inno della band. Nei decenni successivi i Motörhead  hanno continuato a pubblicare dischi, affermandosi come band rock’n’roll “dura e pura” anche dopo che la popolarità del genere cominciò a calare: erano famosi i concerti del gruppo, durante i quali le casse venivano tenute a volumi altissimi e quasi insostenibili nelle prime file. Lemmy era diventato il simbolo della band e una delle personalità più famose e carismatiche del mondo dell’heavy metal, l’ambiente dove furono maggiormente apprezzati (nonostante suonassero un genere diverso). Nacque attorno a lui una specie di mito, alimentato dai suoi frequenti racconti e aneddoti riguardo la sua vita sessuale molto attiva e i suoi abusi di alcol e droga. Rispondendo a una domanda sul perché non cambiasse stile di vita, una voltarispose: «Mi hanno detto di farla finita, sì, ma penso che sia meglio morire di qualcosa che ti piace. Chi vuole vivere fino a 102 anni, in ogni caso? Mi annoierei a morte». Recentemente, comunque, aveva raggiunto un compromesso con il suo medico,passando dal whisky alla vodka.

Negli ultimi mesi i Motörhead avevano cancellato diversi eventi e concerti proprio per le condizioni di salute di Lemmy, che si credeva soffrisse di un’infezione polmonare. Durante un concerto in Texas lo scorso primo settembre, Lemmy a un certo punto si era interrotto e aveva abbandonato il palco. La band aveva poi fatto sapere di voler tornare a fare live a febbraio del 2016.

Il comunicato diffuso dalla band stanotte dice:

“Non c’è un modo semplice per dirlo… il nostro forte e nobile amico Lemmy è morto oggi dopo una breve battaglia con un cancro estremamente aggressivo. Aveva appreso della malattia il 26 dicembre, a casa, seduto davanti al suo videogioco preferito, insieme alla sua famiglia. Non possiamo nemmeno cominciare a esprimere il nostro choc e la nostra tristezza, non ci sono parole. Diremo qualcosa in più nei prossimi giorni, ma per adesso, per favore… ascoltate FORTE la musica dei Motörhead, ascoltate FORTE Hawkwind, ascoltate FORTE la musica di Lemmy. Fatevi un drink o due. Raccontatevi storie. Celebrate la VITA che questo uomo amabile e meraviglioso ha celebrato così bene per primo. LUI VORREBBE PROPRIO QUESTO.

Ian ‘Lemmy’ Kilmister
1945 -2015
Nato per perdere, visse da vincente”


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