«Harry Quebert» non è stato un caso

Il nuovo romanzo di guerra e d’iniziazione conferma la grandezza di Joël Dicker
Voto a «Gli ultimi giorni dei nostri padri»: 110 e lode

gli ultimiSono quasi tutti giovani e, più o meno, francesi. C’è l’incantevole Laura. C’è Claude che ha lasciato il seminario per combattere i nazisti. C’è Faron, un colosso pieno di muscoli che non ispira simpatia. C’è Alain, detto Gros per la sua pinguedine, e che ispira molta simpatia (forse troppa). C’è l’ex pilota da caccia Stanislas. E c’è Paul-Émile, detto Pal, che ha negli occhi la luce del coraggio, «il coraggio dei figli che fanno disperare i padri». Questi eroici ragazzi si sono arruolati sotto le bandiere di Churchill per lottare contro i tedeschi che hanno occupato Parigi. Li hanno addestrati a diventare agenti segreti e paracadutati in Francia per compiere atti di sabotaggio e di propaganda.

Nel periodo passato assieme a imparare i rudimenti del mestiere hanno stretto un legame che va oltre l’amicizia (malgrado la protervia di Faron) e, almeno in un caso, è sfociato in amore (Laura e Pal). Si sono fatti valere nel loro lavoro, ricoperti di gloria in certi frangenti. Ma poi, la guerra è la guerra, qualcuno ha tradito e qualcuno è morto… Gli ultimi giorni dei nostri padri è un romanzo inglese scritto da un francese (un francese di Ginevra, non sottilizziamo), così come La verità sul caso Harry Quebertera un romanzo americano scritto da un francese. È un romanzo di guerra, di formazione e, soprattutto, d’iniziazione, il distacco lacerante di un figlio dal padre.

Davanti al successo mondiale del «Caso Harry Quebert», il capolavoro di Joël Dicker, qualcuno storse il naso e una lettrice mi accusò di essere «un uomo di facili letture». Gli ultimi giorni dei nostri padri, romanzo che precede il «Caso Quebert», conferma, retrospettivamente, la grandezza del giovane maestro (nato nel 1985), convinto, ed è una convinzione geniale, che i romanzi non hanno a che fare con le parole, ma con le persone. Seguite il personaggio di Werner Kunszer, ufficiale dei servizi segreti tedeschi a Parigi, e capirete perché anche questa volta Dicker è da 110 e lode.

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http://www.corriere.it/la-lettura/libri/15_dicembre_14/pagella-d-orrico-joel-dicker-gli-ultimi-giorni-dei-nostri-padri-recensione-libro-e858386e-a293-11e5-bc29-364a59bfeed9.shtml

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