pirataCi sono l’orecchino e i famosi baffetti di Douglas Fairbanks, il forziere del Corsaro Verde, la bandiera nera dell’esercito rivoluzionario anarchico di Nestor Machno, pirata della steppa. Insomma il corredo romantico è al completo, con un surplus di nostalgico esotismo nel libro “Pirati. Culture e stili dal XV secolo ad oggi”. Perché i tanto temuti pirati, tornati d’attualità non soltanto per le scorrerie della cronaca a sud di Aden , quanto per le scorribande che abbandonato il mare navigano su internet, in fatto di fascino non lo hanno mai perso. Anzi.

Prova ne sia di quanto gli stilisti e perfino gli attori, uno per tutti Johnny Depp, facciano un continuo uso del substrato erotico-rivoluzionario che la figura di questi uomini “liberi” e insofferenti a qualsiasi costrizione invariabilmente porta con sé. “E’ la legge del mare, dicono. Il MARE. Oltre quel punto entriamo nella catena alimentare, e non sempre per occupare un posto in cima” scriveva Hunter S. Thompson. Ben lo sapeva David Bowie, che da icona pop glamour trasse a piene mani dall’armamentario sexy di ogni corsaro che si rispetti, ivi compresa la benda sull’occhio che il cantante britannico ha spesso esibito da par suo. Poco si dirà in confronto alle acrobazie aeree di un Burt Lancaster alle prese con cime e arrampicate nel film “The Crimson Pirate” di Robert Siodmak o con il più amato di sempre per la generazione dei quarantenni di oggi : il fascinoso Capitan Harlock, pirata spaziale.

Il libro di Guarnaccia Matteo ha insomma il grande merito, più che di risvegliare un mito mai sopito, di spiegare con dovizia di immagini la storia secolare di una fascinazione intramontabile. Il che davvero è impresa non da poco, oggi che il fascino sa troppo di consumistico e perfino i tatuaggi “corsari” sono solo una moda che profuma d’acqua di rose. Infine segnaliamo l’inserto del libro intitolato agli scrittori Corsari. Ebbene, oltre al titolo, che già rimanda a PPP, echi e richiami non si fermano certo al solo Tresure Island di Robert Stevenson. Da Dante in poi – che colloca all’Inferno nel primo girone del settimo cerchio Sesto Pompeo e Pirro Neottolemo, figlio di Achille – parafrasando Leporello “ il catalogo è ben lungo” di autori che si ispirarono ai pirati. Oltre a Cervantes, che li combatté a Lepanto e fu fatto prigioniero ad Algeri , l’elenco comprende lo stesso Mozart de “Il Ratto del Serraglio”. Perché i corsari salvo rare eccezioni non hanno lasciato scritti, ma in compenso molti fra i più grandi li hanno narrati attingendo a piene mani all’immaginario piratesco.

“Pirati. Culture e stili dal XV secolo ad oggi”
di Guarnaccia Matteo – edito da 24 Ore Cultura

di  per il SOlE24Ore 5 gennaio 2015

http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2015-12-21/il-fascino-millenario-pirati-103851.shtml?uuid=AChYLLxB