ASTINENZA SECONDARIA

ASTINENZA SECONDARIA

15 gennaio 2016 Giovanna Pavesi 

astinenza

Abstinentia, abstinens, astinenza. Letteralmente: tenersi lontano da qualcosa. Questa parola, di derivazione latina, indica allontanamento, privazione.
Profondamente legata all’universo della 
sessualità, l’astinenza si è affacciata all’umanità attraverso diverse declinazioni: conosciuta come il metodo più efficace per il controllo delle nascite e il sistema più sicuro per evitare gravidanze indesiderate, è diventatasimbolo di purezza e di conservazione, soprattutto quando si parla di verginità.

GENESI DEL FENOMENO
L’
astinenza sessuale è quella condizione in cui una persona si trova quando non ha rapporti sessuali con altri. Ma ne esistono di due tipologie: quella primaria, che coinvolge tutti coloro che non hanno mai fatto sesso nell’arco della vita, e quella secondaria, ovvero lo stato in cui si trova chi non è più vergine ma che si astiene (volontariamente o involontariamente) dall’avere rapporti sessuali completi per un lungo periodo di tempo. Le motivazioni, in entrambi i casi, possono essere diverse: desiderio di ‘mantenersi puri’, paure legate all’idea di una maternità ritenuta precoce, voglia di riscoprirsi casti o semplicemente eventualità accidentale.
Nel 2004, l’Università del Minnesota, analizzando un campione di studenti delle scuole superiori, ha cercato di indagare
 le motivazioni che hanno spinto quegli adolescenti allascelta di non avere rapporti sessuali. Ne è emerso che entrambe le categorie (chiamateprimary abstainers e secondary abstainers, ndr) hanno percorso il sentiero dell’astinenza per paura di conseguenze negative, per timore di giudizi personali e a causa di svariatecredenze sociali o religiose.

NON SOLO DESIDERIO DI CASTITÀ
Ma chi sono veramente i ‘
secondary abstainers’? Lo abbiamo chiesto a Michela Fotaras, Medico Chirurgo Specialista in Psichiatria e Sessuologa clinica di Parma (michelafotaras@gmail.com), che ne ha delineato profilo e caratteristiche: «All’interno di questa categoria si collocano sia coloro che si astengono semplicemente per assenza di un partner, sia quelli che pur avendone occasione decidono di non praticare alcuna attività sessuale. Per allontanare il timore di gravidanze indesiderate o la paura dicontrarre malattie basterebbe semplicemente una corretta informazione, ad esempio, sull’uso del preservativo per ridurre quasi completamente il rischio di entrambe le situazioni».
«Gli esperti, tuttavia, non possono non pensare che all’astensione volontaria possano essere sottese 
altre problematiche in realtà così mascherate», spiega Fotaras: «Disturbi sessuali quale vaginismo, anorgasmia, calo della libido, ritardo dell’eiaculazione e disfuzioni erettili, ma anche difficoltà relazionali o di coppia e dubbi sul proprio orientamento sessuale sono tra le problematiche più diffuse».
«L’argomento è poco noto e poco diffuso in ambito medico-scientifico, a differenza di quello sociologico, perché le 
conseguenze mediche dell’astinenza risultano irrilevanti se paragonate al comportamento opposto, caratterizzato cioè da promiscuità sessuale(gravidanze indesiderate o malattie sessualmente trasmesse)», continua la Dottoressa Fotaras.

UN ARGOMENTO ‘VIRALE’
Il mondo dell’
astinenza secondaria trova grande spazio in Rete, dove il fenomeno viene raccontato attraverso le testimonianze di tutte quelle persone che smettono di fare sesso per le motivazioni più disparate. I siti che raccolgono le storie e le voci di questo esercito di ‘nuovi vergini’ sono decine: c’è chi chiede un rimedio o un medicinale in grado di restituire la propria verginità perduta, magari per errore, con la persona sbagliata; ci sono coppie che decidono di intraprendere il percorso della seconda verginità, aiutati da parroci o altre guide religiose, scegliendo un nuovo approccio alla vita di coppia con l’idea del «rinunciare per amarsi meglio»; ci sono giovani fidanzati che, nonostante abbiano già avuto rapporti sessuali tra di loro, decidono di smettere di fare sesso fino alla data delle nozze.
D’altronde ci sono siti religiosi e anti-abortisti che incoraggiano gli utenti sessualmente attivi a 
ripristinare l’astinenza per ritrovare una seconda possibilità cancellando il passato.
Il sito 
anti-abortista americano Lovematters.com, ha persino stilato un piccolovademecum rivolto ai giovani, per aiutarli a preservare la loro purezza sessuale fornendo i cinque passaggi che permetteranno loro di diventare ‘secondary virgin’, letteralmente ‘vergini secondari’: «prendi il ferreo impegno di preservare te stesso in vista del matrimonio dal momento in cui decidi, (perché ce la puoi fare); allontanati da persone, luoghi, cose e situazioni che indeboliscono te e il tuo autocontrollo; evita abbracci intensi, baci appassionati e qualsiasi altra cosa che ti conduca a pensieri e comportamenti lascivi, perché anche un semplice bacio può diventare pericoloso; trova un modo non carnale di mostrare il tuo amore e il tuo apprezzamento; ricorda che chiunque può ricominciare da capo, quando ci si concentra sull’impegno e sull’autodisciplina si può controllare ogni impulso».

C’ENTRA ANCHE IL BUSINNESS
Ma l’ossessione per un ritorno alla castità non passa soltanto attraverso le decisioni individuali: è anche un 
businness.
Nel 2012 la 
multinazionale farmaceutica indiana Ultratech ha messo in commercio ‘18Again’, una crema che, se applicata localmente, ripristinerebbe nel corpo di una donna le stesse sensazioni del primo rapporto sessuale completo. Il prodotto (in commercio a 44 dollari) ha riscosso un successo consistente, nonostante non restituisca la verginità anatomica.
Nello stesso anno, da Hong Kong, è arrivato l’
imene finto per tornare vergini: una volta inserito all’interno della vagina, durante l’atto sessuale la finta membrana sintetica farebbe fuoriuscire del sangue finto per simulare una vera deflorazione.
Ma attenzione, «il primo rapporto sessuale non è soltanto la rottura di una membrana», spiega la sessuologa: «È anche un momento irripetibile, caratterizzato da un intenso
coinvolgimento fisico ed emotivo. Pertanto, ricorrere a un dispositivo meccanico (come un’imene finto) o addirittura alla chirurgia plastica ricostruttiva ricreerebbe le condizioni proprie della verginità, ma non sarebbe in grado di far rivivere una vera e propria ‘prima volta’».
L’
imene asiatico, pensato forse per venire in aiuto a tutte quelle ragazze che vivono in società in cui i rapporti prematrimoniali sono ancora un tabù, ha registrato il picco delle vendite negli Stati Uniti. «Non mi stupisce che le vendite siano state maggiori negli USA rispetto, ad esempio, ai Paesi orientali in cui spesso, per ragioni culturali e religiose, sono presenti un maggior numero di giovani vergini che quindi non hanno bisogno di dispositivi per simulare una verginità non reale», spiega ancora la Dottoressa Fotaras. Che invita infine a una riflessione: «È opportuno riflettere sul significato dell’attività sessuale in sé, intesa come momento estremo di condivisione sul piano fisico ed emotivo, nonché soddisfacimento di un bisogno fisiologico primario», spiega la Dottoressa. «È necessario precisare che quell’attività sessuale appagante e soddisfacente, alla quale si dovrebbe ambire, è qualcosa che si impara prima di tutto attraverso la conoscenza di se stessi e l’esperienza. Benché i primi rapporti sessuali (e il modo in cui li viviamo) siano quelli che condizioneranno la nostra vita sessuale futura, non è necessario che il primo rapporto sia un momento assolutamente perfetto, è sufficiente che sia un’esperienza nel complesso positiva».

http://www.sextelling.it/password/sesso-astinenza-secondaria-castita/


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