9/2016: Steve Cavanagh, Il difensore, trad Guido Calza, Longanesi 2015, pag 355

difensore-cavanaghPredisponetevi alla lettura dell’adrenalinico esordio dello scrittore irlandese Steve Cavanagh, procurandovi un divano comodo, un whiskey liscio e svariati generi di conforto, perché difficilmente chiuderete Il difensore prima di averlo terminato. Provare per credere…

L’avvocato Eddie Flynn si aggira per New York in una fredda mattina di novembre con l’atteggiamento del perdente. Ex, pugile, ex borseggiatore, ex truffatore di assicurazioni ed ex alcolista, riceve nel bagno di un pub l’incarico di difendere il boss della mafia russa newyorkese, con tanto di pesante “investitura”: dai fili del cappotto che gli viene infilato a forza penzolano dei fili elettrici rossi, collegati ad una bomba, destinata al testimone chiave del processo. Flynn avrà quarantotto ore di tempo per imbastire la difesa del suo assistito e salvare la figlia Amy, che i Russi hanno rapito per convincerlo a collaborare. Deve vincere o condannare a morte la sua bambina, sé stesso e tanti altri innocenti, presenti nell’aula del tribunale.

Esplosivo esordio (è proprio il caso di dirlo!) di Steve Cavanagh, avvocato, scrittore e sceneggiatore irlandese che ha saputo mettere tutti i suoi talenti a frutto in quest’opera prima, originale e intrigante, a iniziare dal suo protagonista.
Il personaggio dell’avvocato Flynn, infatti, sembrerebbe ricalcare lo stereotipo dei più celebri poliziotti irlandesi di maniera e potrebbe risultare, per questo, abbastanza scontato se non fosse che Cavanagh lo ha dotato di due competenze  all’apparenza inconciliabili: essere un avvocato difensore e avere un passato da con artist, un artista del raggiro e della truffa.
“Mi ero lasciato alle spalle la vita da truffatore, eppure adesso ero contento. Ero contento di non aver perduto le mie capacità” (pag. 198)
Mani leggere e mente reattiva saranno utili a Flynn sia per sfilare il portafogli ad uno dei cattivi (nel quale magari poter trovare indizi utili per cercare di rintracciare sua figlia) sia per elaborare strategie difensive efficaci nell’arco delle pochissime ore in cui si svolge l’azione.
L’abilità stilistica di Cavanagh, invece, è tutta nella concitata soggettiva con la quale descrive l’urgenza dei pensieri e delle azioni dell’Eroe, le cui mosse sono spesso solitarie e raramente coadiuvate da un amico fidato (l’ex marine e giudice Harry), nonché nella descrizione della parabola che l’Eroe percorrerà, fino a trasformarsi in giustiziere. Un vecchio caso giudiziario, infatti, gli tormenta l’anima: il suo assistito di allora, una volta rilasciato, aveva ripetuto il crimine per il quale era riuscito a farlo assolvere, un crimine odioso che aveva distrutto la vita di una ragazza. Quel ricordo è il suo tallone d’Achille, ma anche il suo sprone. “Non avrei più commesso quell’errore. Tipo come Berkley, Volchek e Arturas devono essere fermati, altrimenti continuano a distruggere vite umane.” (pag. 240)
La metamorfosi si innescherà lentamente e terminerà appena Flynn acquisirà una consapevolezza dolorosa, la consapevolezza di aver varcato il confine tra lecito e illecito, legale ed illegale, possibile e impossibile.
Tale evoluzione del personaggio riscatta e nobilita anche uno schema di trama che, tutto sommato, non brillerebbe per originalità, risultando in qualche passaggio anche un po’ forzato.

NotedellaRossa
“Seduto al suo capezzale, mentre la guardavo scivolare via, decisi di non tradire l’idea che si era fatta di me. Decisi di darle un motivo di orgoglio. […] La feci seppellire accanto a mio padre, liquidai i miei collaboratori e telefonai a Harry, che mi trovò un posto alla facoltà di giurisprudenza, poi non mi guardai più indietro fino al giorno in cui, da Ted’s, Arturas mi puntò addosso la pistola.” (pag. 198)
SOTTOLINEATO perché… è il passaggio che meglio fotografa uno dei punti di svolta nella vita del personaggio.

“Tirai fuori dai pantaloni il detonatore funzionante, glielo mostrai e dissi: “Fammi un bel sorriso, coglione”. E subito afferrai la mano di Harry, balzai sul cornicione e premetti il pulsante. L’ex capitano dell’esercito mi tirò a sé appena prima che l’impalcatura crollasse. Lo scoppio taglio in due Arturas, distrusse completamente il pannello di controllo e fede impennare e poi schizzare verso terra la piattaforma.” (pag. 344)
CASSATO perché… i due che resistono in piedi sul cornicione ad un’esplosione così forte, risulta assurdo tanto quanto l’aggrapparsi alla soglia di acciaio di Bruce Willis  mentre cade nella tromba dell’ascensore in Die Hard – Vivere o morire!

http://www.thrillercafe.it/il-difensore-steve-cavanagh/


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