19/2016: Gianni Biondillo, Per cosa si uccide, Guanda 2004, pag 283

biondillo«Tutto cominciò con quel cane sgozzato.» Si apre in una torrida estate un lungo anno di omicidi per la polizia di Quarto Oggiaro, quartiere simbolo della periferia milanese. Protagonista, suo malgrado, delle indagini, è l’ispettore Ferraro, uomo senza qualità particolari, se non, forse, il suo innocuo umorismo, che lo salva spesso da un’esistenza alquanto deprimente. Perché di certo la sua vita personale non è un granché: divorziato, vive solo, in una casa caotica, mangiando a cena pattume surgelato. Per non parlare poi del disordine affettivo… Attorno a lui ruotano poliziotti surreali, imprenditori rampanti, spacciatori, contrabbandieri, snob vogliose, domestici imperturbabili, carabinieri gentiluomini, fruttivendoli, filosofi, informatori, pensionati, picchiatori, pendolari, sciure, manifestanti: il popolo di una città. Per cosa si uccide racconta questa varia umanità, scandaglia il ventre molle di Milano, la vera protagonista del libro, diventando così il romanzo, aspro e ironico, di una città.
L’incipit.
Tutto cominciò con quel cane sgozzato.
Se l’era fatto raccontare con calma da Comaschi. Pare che il padrone l’avesse relegato sul balcone. Non lo muoveva mai di lì, di giorno di notte, sempre. Cagava, pisciava, ululava a qualunque ora del giorno, un cagnone enorme, nero, spaventoso. I vicini non ce la facevano più. Dapprima gli insulti dal balcone, le minacce, le telefonate anonime, le dicerie, le cattiverie; poi gli esposti all’Aler, le telefonate alla Polizia, ai Carabinieri, alla Protezione Animali.
Era un continuo va e vieni: arrivava l’ispettore, il padrone del cane portava dentro la bestia, la accarezzava, la baciava, abbassava lo sguardo mite, poi, appena se ne andava quello dell’Istituto, buttava fuori il cane e urlava dal balcone minacce a tutti gli inquilini.

http://www.lapassioneperildelitto.it/sito06/pagine/autori/gianni_biondillo.html


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