31/2016: Gianni Simoni, La scomparsa di De Paoli, Tea 2015, pag 228

La scomparsa di De Paoli - Gianni Simoni

La scomparsa di De Paoli di Gianni Simoni (Tea 2015) è il nono romanzo della serie gialla, ambientata a Brescia, protagonisti l’ex giudice Petri e il commissario Miceli, dell’autore da oltre 100.000 copie vendute, ex magistrato che ha condotto quale giudice istruttore indagini in materia di criminalità organizzata, di eversione nera e di terrorismo.

Trama – Pioveva su tutta la Lombardia, una pioggia incessante, insolente, imperterrita. L’acqua invadeva i sottopassi, le strade del centro, la periferia e la campagna ridotta a un acquitrino. A causa di queste nefande condizioni climatiche pochi erano quei coraggiosi che osavano uscire da casa. Uno di questi era l’ingegner Alcide Botta, pensionato, il quale com’era sua abitudine si trovava in periferia per far correre il suo cane, un labrador. Quest’ultimo, solitamente un animale tranquillo, si era impuntato, abbaiando furiosamente, sul bordo del fossato pieno d’acqua. Allora il vecchio ingegnere, guinzaglio in mano, si era avvicinato scrutando attentamente nel fossato. All’uomo era parso di vedere un mucchio di stracci, però dopo averli toccati con la punta metallica dell’ombrello, due grossi ratti erano saettati via mentre il labrador aveva emesso un ululato che aveva fatto rabbrividire Alcide Botta. Gli stracci fluttuarono lentamente nell’acqua, rivelando all’inorridito ingegnere il corpo di un uomo, rivestito da un impermeabile risalito quasi in vita, pantaloni scuri e una sola scarpa. Il pensionato aveva immediatamente levato dalla propria tasca il cellulare per comporre il numero della Polizia.

“Sono l’ingegner Botta e mi trovo nella circonvallazione esterna con il mio cane, che ha scovato nel fossato che corre di lato alla strada il corpo di un uomo…”.

Nonostante svariate indagini, la Polizia non era ancora riuscita a dare un’identità alla vittima trovata senza nessun documento, il cui volto era quasi irriconoscibile, una botta in testa che gli ha sfondato la nuca. L’unica cosa certa era che l’uomo era anziano e distinto, considerata la qualità dei suoi abiti. Il 4 novembre pomeriggio l’ex giudice in pensione Carlo Petri, convalescente a causa di una emorragia cerebrale, aveva ricevuto la telefonata di Eleonora Riboldi, segretaria del suo medico curante, il dott. Emilio De Paoli. Il dottore era scomparso da tre giorni e non rispondeva al cellulare. De Paoli era una persona precisa, non si sarebbe mai allontanato di propria volontà prima di avere annullato tutti i suoi appuntamenti con i pazienti.

“Allora, aspettiamo fino a domani e, se non si fa vivo o non rientra incominciamo a cercarlo seriamente”.

L’autore Gianni Simoni, che presso la Procura Generale milanese ha sostenuto l’accusa nel processo d’appello per l’omicidio Ambrosoli e ha condotto l’inchiesta giudiziaria sulla morte di Michele Sindona nel carcere di Voghera, in questa nuova indagine della coppia Petri/Miceli, coadiuvati dalla determinata e grintosa dirigente della Squadra Mobile Grazia Bruni, dimostra di conoscere bene il cuore nero degli uomini. Non è facile risalire alla mano assassina che ha ucciso una persona altruista e generosa, occorrono tenacia, pazienza e un lungo lavoro di squadra.

“Morire è facile, prima o poi ci riescono tutti”. Gesualdo Bufalino.

http://www.sololibri.net/La-scomparsa-di-De-Paoli-Gianni.html


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