Giorgio Bassani e quel Giardino contro la barbarie del nazismo

Cento anni fa nasceva lo scrittore che ripudiò il film tratto dal suo romanzo più famoso con cui De Sica vinse l’Oscar

imageIl campo da tennis all’imbrunire ad evocare il senso della morte, quel muro che separava la villa nel verde dal resto del mondo, Ferrara, la città d’adozione protagonista di cinque racconti, il volto delicato ed enigmatico di Micol, un’inquietante Dominique Sanda neanche ventenne, e sullo sfondo le leggi razziali del 1938 e la deportazione degli ebrei. Chi non ha letto ha sicuramente visto «Il Giardino dei Finzi Contini», il film diretto da Vittorio De Sica, con cui vinse un’Oscar, tratto dal romanzo di Giorgio Bassani. Malgrado il successo mondiale, l’autore ripudiò il film ottenendo di essere tolto dai titoli di coda perché giudicava la sceneggiatura sentimentale e didascalica. Nato cento anni fa a Bologna da una famiglia ebraica benestante e scomparso nel 2000 a Roma, Giorgio Bassani, ebreo ortodosso, per primo parlò con quel romanzo del dramma degli abrei, argomento che fino agli anni Sessanta l’Italia aveva praticamente rimosso. Eppure quel libro vendette nel 1962 (pubblicato da Einaudi) 200 mila copie dando notorietà ma anche molte critiche all’autore.

Dolorosi furono gli attacchi del neoavanguardistico Gruppo 63 (anche Umberto Eco ne faceva parte), come ha ricodato Salvatore Silvano Nigro sul domenicale del Sole 24 Ore: «Pare che sia stato Edoardo Sanguineti a inventare la formula che mortificò Bassani e Cassola che vennero additati come “le Liale del ’63″». Bassani, enigmatico e silenzioso, stavolta rispose per le rime: «I più presi di mira siamo noi, gli scrittori della generazione di mezzo, noi che siamo usciti dalla Resistenza conservandone la tensione morale e l’impegno politico. (…) Il mio parere è che dei letterati della neoavanguardia si potrà cominciare a occuparsi soltanto quando avranno prodotto qualcosa di oggettivamente accettabile». Lo snobismo letterario e gli attacchi per un passato politico nel Partito d’Azione, non riuscirono certo a demolire Giorgio Bassani, che trasferitosi nella Capitale divenne uno dei più attivi intellettuali e prolifici autori, con quella scrittura asciutta dall’ampio periodare. Fu lui che riuscì a far pubblicare da feltrinelli «Il Gattopardo» di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e aiutò altri autori come Cancogni. Nel 1956 vinse il Premio Strega per le «Cinque storie ferraresi».

Seguirono i romanzi «Gli occhiali d’oro», «Il giardino dei Finzi Contini» e poi Dietro la porta», «L’airone», «L’odore del fieno», racconti, dove Ferrara divenne uno «scorcio» e l’elemento ebraico un antefatto psicologico-morale, utile ad approfondire quel suo leit motiv che fu il perenne conflitto tra verità ed errore, realtà e illusione, cui solo la morte dà tregua. Oggi più apprezzato all’estero che in Italia, (anche in Usa ieri è stato celebrato), grande è il lascito culturale al nostro Paese. Ed è in questa occasione che viene pubblicato il libro di Enzo Siciliano «Bassani» (Elliot) con la prefazione di Antonio Benedetti che ricostruisce il rapporto tra i due autori, quello di un allievo (Siciliano) e del suo puntiglioso maestro ed editor. «Bassani- scrive Debenedetti – amava il romanzo, gli era fedele come si è fedeli a una religione. Non tollerava eresie. Enzo Siciliano, che amava il romanzo con eguale passione, imparò ascoltando Bassani e più tardi Attilio Bertolucci in che modo rendere attivi nel suo lavoro letterario i classici, le molte letture fatte nell’adolescenza. Bassani non prescindeva dal culto della pagina ben costruita, senza licenze o sviste». Insomma Giorgio Bassani era un maestro che credeva «a una coraggiosa solitudine dello scrittore che ha un’unica arma: la sua pagina che deve adeguare a una sua idea dello scrivere, del narrare, del fare romanzo».

Lasciando in chi legge quelle immagini che restano indimenticabili…

http://www.iltempo.it/cultura-spettacoli/2016/03/05/giorgio-bassani-e-quel-giardino-contro-la-barbarie-del-nazismo-1.1515998

 

Sarina Biraghi


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: