Puparuoli e friarielli

Puparuoli e friarielliLa carne era già stesa su dei vassoi di acciaio di forma oblunga. Non c’erano le rinomate salsicce di cui i napoletani vanno matti e che ben si accompagnano ai friarielli, ma solo perché Nelli, avvertita per telefono da Patricio durante il tragitto dalla palestra a casa, le aveva già messe a rosolare in padella. Ci voleva infatti una buona mezzora per cuocerle a puntino.

Per prima cosa Patricio si mise proprio a bucherellare le salsicce con i denti di una forchetta, cosa che andava fatta a metà cottura. Poi dal frigo tirò fuori un barattolo di vetro in cui c’era una salsa oleosa e verde su cui spiccavano grossi bocconi di peperoncino trinciato. Il segreto della carne che mangerete stasera è questo, disse Patricio fiero. E’ una mia invenzione un’elaborazione del famoso chimichurri. Me l’ha fatto conoscere uno sparring argentino, tanti anni fa, aggiunse aprendo il barattolo per farcene usmare l’odore acre. Spezie fresche, olio d’oòiva, aceto e limone… Ma è come le metti assieme che conta. E chi vuole può aggiungere altro peperoncino, ne ho uno da far lacrimare san Gennaro per davvero! nei friarielli invece il forte l’ho già messo, spero piaccia a tutti.

Luca delli Carri, Il re della festa, Neri Pozz 2015


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