58/2016: Alberto Bagus, Di là del mare, Ibiskos 2015, pag 126

ZOMNon è semplice stabilire che tipo di viaggiatore sia Alberto Bagus. È senza ombra di dubbio un viaggiatore curioso, misterioso e fuori dagli schemi. Altrettanto misteriosi sono i percorsi lungo i quali sceglie le sue mete, sempre insolite e mai banali e qui, volendo, ci si potrebbe chiedere se Alberto viaggia per scrivere o scrive per viaggiare ma, molto probabilmente, l’esperienza del viaggio e quella della scrittura pur essendo distinte non sono disgiunte, infatti ad ogni viaggio segue un libro. Fin qui, si potrebbe obiettare, nulla di clamoroso, non sono poi così poche in letteratura le cronache di viaggio… ciò nondimeno Alberto Bagus non rientra più di tanto nel ruolo di viaggiatore scrittore. Innanzitutto per la scelta delle sue destinazioni, mai banali e poi per l’esperienza di scrittura che si concretizza alcuni mesi dopo il viaggio a cui segue, dopo altri mesi ancora, la pubblicazione… eppure tutto ci giunge fresco perché niente di ciò che ci racconta Bagus porta la data di scadenza.

Di là del mare, il suo ultimo libro, narra di un viaggio nelle Filippine… paese fuori dalle rotte del turismo occidentale e di cui, in fondo, non si sa poi molto, di nuovo il mistero. Alberto colma questa lacuna perché il suo viaggiare curioso coglie ogni aspetto di ciò che gli appare… in altre parole il suo sguardo non si limita a vedere, ma coglie altresì in profondità la complessità delle vicende cui ogni luogo, città, fiume, mare e isole rimandano. Ci si può portare appresso Al di là del mare durante un eventuale viaggio nelle filippine però è consigliabile portarsi anche una guida di viaggio perché, a ben guardare, questo sono i libri di Bagus: complementi perfetti alla guida turistica a patto che la meta sia già stata scelta in precedenza dal nostro scrittore.

E come sempre dalle pagine del libro escono colori e sapori tanto vivide e vissute sono le descrizioni tratteggiate dallo scrittore e poi il resto è una festa di incontri con persone, paesaggi e luoghi così straordinari da togliere il fiato.

Un libro appassionante ma, non è necessario dover viaggiare per leggerlo sia perché la lettura è un piacere a se stante, sia perché spesso il leggere si confonde con l’andare.

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