“L’Altro scudetto”. Juve al top per solidarietà: bambini soldato e lotta al razzismo

INCHIESTA. Bambini soldato in Mali e Repubblica Centroafricana, ragazzi svantaggiati delle periferie torinesi, vittime di razzismo e discriminazione: sono alcuni destinatari delle innumerevoli iniziative messe in piedi dalla “vecchia signora”, che da almeno 20 anni si occupa anche di promuovere salute e ricerca

07 agosto 2016

Articolo apparso originariamente su RedattoreSociale.it che volentieri ringraziamo.

Bamako
"L’Altro scudetto" - Juventus 2

TORINO – Il campionato italiano, a partire dal 2011, lo hanno vinto per 5 stagioni consecutive; e se mai ce ne fosse uno della solidarietà, la Juventus Fc potrebbe forse portarsi a casa anche quello. Si fa quasi fatica a contarle le iniziative che il club calcistico sabaudo ha messo in piedi: soltanto negli ultimi 18 mesi, i responsabili delle charities che fanno capo alla “vecchia signora” si sono occupati – giusto a titolo d’esempio – di razzismo, bambini soldato, integrazione e pari opportunità per i ragazzi delle periferie. Il più imponente tra questi progetti è stato avviato due anni fa in collaborazione con l’Organizzazione Onu per la scienza e la cultura (Unesco): il 2 giugno del 2014, la “Unesco cup” ha visto le Juventus legends – una selezione dei calciatori più amati nella storia del club (tra i quali Amoruso, Tacconi, Ferrara e Ravanelli) – sfidarsi a Torino con gli omologhi spagnoli del Real Madrid leyendas, in un amichevole di beneficenza il cui ricavato è andato a finanziare due programmi di recupero per i bambini soldato in Mali e in Repubblica Centrafricana;  a visitare i due paesi per monitorare

l’andamento dei progetti, nel giugno scorso, è stato lo stesso presidente delle Juventus Legends, l’indimenticato David Trezeguet.  “In sostanza – spiegano dalla dirigenza del club – l’obiettivo era fornire ai  bambini una formazione tecnica e professionale, grazie alla quale potessero imparare un mestiere e conquistarsi un’autonomia economica. Parallelamente hanno potuto frequentare corsi di alfabetizzazione, oltre a svolgere attività culturali, sportive e artistiche”.

Con l’Unesco, i bianconeri hanno finanziato anche un ambizioso progetto di ricerca, presentato nel novembre scorso nella sede parigina dell’Organizzazione internazionale. “Colour? What Colour?” è un rapporto di 80 pagine sulla lotta alla discriminazione nel mondo del calcio: oltre a un ampio excursus storico, che ricostruisce nel dettaglio la genesi dell’emergenza razzismo negli stadi, vi si trovano tabelle comparative in merito alle legislazioni e alle contromisure messe in campo dai vari paesi per contrastare il fenomeno; e una classifica delle buone prassi adottate, a livello europeo, da Inghilterra, Francia, Italia e Germania. Ma non finisce qui; perché con l’organo Onu, ogni anno, i bianconeri stanno inoltre selezionando 22 bambini tra i sette e i nove anni, che per ragioni economiche non potrebbero sostenere i costi di un’attività sportiva: si chiama “Gioca con me” ed è un progetto d’inclusione volto a portare ragazzi svantaggiati all’interno della scuola calcio Juventus Sisport. “Se manterrà le caratteristiche in base alle quali è stato selezionato – si legge nel regolamento – ogni bambini verrà coinvolto in un ciclo triennale di attività. Parallelamente, il Centro  Unesco di Torino organizzerà corsi di formazione rivolti agli operatori scolastici e sportivi e alle famiglie sui concetti di solidarietà e responsabilità”.

Bangui
"L’Altro scudetto" - Juventus 3

A livello locale, poi, la “Vecchia signora” s’è data parecchio da fare per la promozione della salute nel territorio sabaudo. Solo a titolo d’esempio, a partire dal 1999, la squadra ha sostenuto la Fondazione piemontese per la ricerca sul cancro, con una serie di donazioni economiche che hanno permesso di ultimare la costruzione del polo oncologico di Candiolo (Torino), uno dei centri d’eccellenza per la lotta ai tumori in Italia. Nel 2005, poi, il club calcistico ha partecipato alla nascita della Fondazione “Cescere insieme al Sant’Anna”, coordinandosi con l’omonimo comitato sorto due anni prima; insieme hanno raccolto fondi da destinare alla ristrutturazione dei reparti di Neonatologia e Terapia intensiva dell’ospedale San’Anna di Torino: al progetto, i bianconeri hanno prestato alcuni dei loro volti più celebri, come quelli di Pavel Nedved e Claudio Marchisio. I reparti sono stati inaugurati, rispettivamente, nel 2011 e nel 2016.

Bangui
"L’Altro scudetto" - Juventus 4

Chi volesse tenersi aggiornato sulle numerose attività benefiche dello Juventus football club può consultare la sezione “sostenibilità” del sito web bianconero. (ams)

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