66/2016: Guido Crainz, Storia della Repubblica, Donzelli 2016, Pag. 388

4d9cf98fbd212b6e0231ece8e88dc2ab_w250_h_mw_mh_cs_cx_cyL’Italia uscita dal fascismo e dalla guerra è profondamente lacerata, distrutta, divisa. Questo è il primo scenario che Guido Crainz analizza nel suo “Storia della Repubblica”, l’ultimo invece è quello di un paese in preda a una gravissima ”devastazione etica e politica”, sullo scenario del tracollo di quel che resta del sistema dei partiti…

Inizio e fine che fanno riflettere perchè, ciò che sta in mezzo, è un percorso più sociale che politico che Guido Crainz, docente di Storia contemporanee all’Università di Teramo, ricostruisce in questa sua ”Storia della Repubblica”, che segue in particolare a ”Autobiografia di una Repubblica – Le radici dell’Italia attuale” del 2009.

Ciò che risalta inizialmente in questa narrazione è che nell’immediato dopoguerra c’era una spinta ideale, una vitalità e una presa di coscienza… tra le varie ideologie presenti cionondimeno c’è una voglia di collaborazione da cui nascerà prima di ogni altra cosa la Costituzione.

Per contro, ora, ai giorni nostri, c’è una classe dirigente politica totalmente priva di valori e cultura, incapace di progettare. Inoltre, mai come ora, l’individualismo regna sovrano e indisturbato. E tutta

Tuttavia Crainz individua una responsabilità collettiva pronta a entrare in gioco come del resto successo più volte in questi 70 anni, responsabilità che comprende ”comparti vitali nell’economia, attivismi civici, creatività culturale”, mettendo in evidenza paradossi e contrasti del nostro paese che, mentre affonda, è purtuttavia in grado di promuovere imprese nuove e di valore, capace di guardare più avanti della politica, che non gestisce ma va un poco a rimorchio, si adatta.

La storia d’Italia è fatta di chiaroscuri a tinte forti, di contrasti e contraddizioni profonde, di problemi annosi come ad esempio la questione meridionale, ma anche di situazioni che hanno permesso all’Italia di essere uno dei paesi fondatori dell’UE e ad entrare nel G8.

“Per comprendere a fondo questa situazione il libro di Crainz è illuminante, col suo ricostruire tutto in modo moderno, con una scrittura chiara e incisiva e un bel dono della sintesi, sempre attento a una visione ampia, concreta e puntuale della vita reale (magari riflessa nell’immaginario collettivo fatto di romanzi, cinema, e tv), cercando di far capire il rapporto tra fatti particolari e un contesto generale, per quanto appunto frastagliato. Crainz naturalmente fa le sue analisi, annota certi fili non recisi col fascismo e altre ambiguità originarie della nostra Repubblica, ci mette sotto gli occhi i passaggi gravi e anche tragici che avrebbero dovuto servire da lezione per darci nuova voglia di ritrovare certi valori del passato. Si va dal fallimento delle politiche di allenze tra centro e sinistra agli anni della conflittualità sociale economica permanente sino al terrorismo degli anni ’70, da cui nacque l’edonismo spensierato e cominciò a germogliare l’erba dell’egoismo, delle soddisfazioni contingenti, che contagiano le persone quanto la politica e ci hanno portato alle ”Terre incognite” di oggi, come si intitolano le notazioni conclusive dell’autore. Per Crainz i 70 anni della Repubblica, che si celebreranno a Giugno, debbono essere l’occasione per riflettere sul nostro stato e la nostra storia prima che sia troppo tardi, e questo è il suo sostanziale contributo, un ottimo punto di partenza.”


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