Quanto possiamo fidarci di Wikipedia?

Oggi trovare informazioni è diventato più facile che mai… ma ciò le rende meno affidabili? | © The Unquiet Library/Flickr

Domanda spinosa: sin dalla sua creazione nel 2001, Wikipedia è diventata una delle fonti di informazioni più usate del pianeta. Si basa su un principio molto semplice: ognuna delle sue milioni di pagine può essere modificata in forma anonima in qualsiasi momento. Come fare a sapere a cosa credere?

Robbie Williams mangia animali domestici nei pub per soldi e David Beckham era un portiere cinese del diciottesimo secolo.

Queste affermazioni, pare pubblicate in passato una volta su Wikipedia, l’enciclopedia libera online, potrebbero farvi ridere. Ma potrebbe non far così ridere se consideriamo la fiducia che i milioni di visitatori ogni giorno ripongono nel sito. 

Secondo le statistiche del sito, il numero totale di visualizzazioni è di 19,545 miliardi all’anno, con più di 13 milioni di visitatori al giorno. Alcuni di loro vanno in rete per cercare velocemente delle informazioni riguardo un tema di cui sono curiosi, oppure per vincere una scommessa tra amici, e solitamente hanno un’idea di come funziona Wikipedia: tutto ciò di cui c’è bisogno per modificare o creare un articolo è una connessione a internet. È facile, gratis e (soprattutto) anonimo.

Per verificare il suo funzionamento ho creato un account su Wikipedia (occorrono meno di 10 secondi) e scelto a caso una pagina da modificare. Nella pagina riguardante il Sarajevo Film Festival ho cambiato una semplice frase, da “Il Sarajevo Film Festival è la prima e la più grande rassegna cinematografica del Sud-Est Europa, ed è una delle più grandi in Europa” a “Il Sarajevo Film Festival è una delle rassegne cinematografiche in Europa”. Quando ho aggiornato la pagina la mia modifica era lì. Ciò che ho scritto non era scorretto, ma dimostra che qualsiasi informazione può essere facilmente manipolata.

L’esperta in alfabetizzazione mediatica Vanja Ibrahimbegovic Tihak di Sarajevo, intervistata da cafèbabel, afferma: «Io scelgo di credere, e si tratta di una decisione consapevole. La maggioranza dei volontari che scrivono gli articoli è costituita da quelle persone che condividono la visione e l’idea del libero accesso alle informazioni e alla conoscenza ovunque per tutti. Tuttavia questo non significa che dobbiamo credere ciecamente a tutto quello che leggiamo su Wikipedia. Come facciamo a sapere per certo che tutti gli 80.000 che contribuiscono all’enciclopedia hanno correttamente ricercato e verificato ogni informazione che hanno messo in rete?»

Chi modifica Wikipedia?

La versione di Wikipedia più vasta è quella in lingua inglese, ha attualmente più di 5 milioni di voci e raggiunge una media di 800 nuovi articoli al giorno. In totale, sul sito ci sono 38 milioni di articoli, in più di 250 lingue diverse. Ma uno studio realizzato lo scorso anno dall’Università di Cambridge ha rivelato che la maggior parte degli articoli e delle modifiche fatte sui testi provengono esclusivamente da fonti occidentali. Quasi la metà di tutte le modifiche infatti arrivano da autori di soli cinque paesi: Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Francia, e Italia, che sono tra l’altro i Paesi in cui Wikipedia è maggiormente consultata. 

Per cercare di incrementare il numero di articoli provenineti dall’Europa Centrale e Orientale, i “Wikipediani” (la community che si prende cura del sito, composta da volontari e dipendenti stipendiati) hanno organizzato la Wikimedia CEE Spring Competition 2016, una competizione volta a produrre articoli riguardanti la storia, la cultura, le tradizioni e i personaggi di paesi dell’Europa centrale ed orientale come Bulgaria, Polonia Ucraina.

All’aumentare del numero di contributi da parte di volontari da tutto il globo aumenta però in proporzione anche il totale di informazioni false che vengono pubblicate. Tuttavia lo scetticismo riguardante il contenuto degli articoli di Wikipedia non è poi così diffuso. Wikipedia stessa ha compilato una lunga lista di bufale ben note, definendole come un “chiaro e palese tentativo di pubblicare qualcosa di non vero”. Tra queste si può trovare anche una pagina in cui si affermava che Lord Byron aveva un coccodrillo come animale domestico: pagina che rimase in rete per più di otto anni, prima di essere scoperta e cancellata nel 2015. Ma nel frattempo la falsa informazione aveva già fatto danni: la rivista inglese Sunday Times aveva infatti pubblicato un articolo in cui ribadiva che il famoso poeta condivideva la propria abitazione con un rettile.

«Non possiamo avere la certezza che tutti i contributori abbiamo buone intenzioni», afferma la Tihak. «Ma anche volendosi focalizzare sull’aspetto positivo, bisogna sempre tenere a mente che ogni persona, collaboratore o utente che sia, ha i propri valori, ed essi sono automaticamente riflessi nel modo in cui il contenuto viene creato ed inteso. Questo è l’assunto connesso ad ogni messaggio trasmesso da un testo, online o offline, e dobbiamo tenerne conto nel momento in cui decidiamo di dare o meno fiducia a quel contenuto».

Scavare sempre più a fondo

La questione sul se i giornalisti dovrebbero o meno utilizzare Wikipedia come fonte di informazioni è ancora oggetto di dibattito, ma il sito viene ampiamente usato dagli studenti come fonte a cui fare riferimento, ed è una pratica che viene perfino raccomandata in alcune università. E cercando qualsiasi cosa su Google, spesso il primo risultato in lista è proprio un articolo di Wikipedia. Tuttavia i principi della buona ricerca impongono che questa sia fatta scavando in profondità, tenendo a mente che le fonti che (in teoria) dovrebbero dare credibilità e struttura agli articoli di Wikipedia possono essere a loro volta false. Un articolo del 2013 intitolato “Who’s Afraid of Peer Review?” (Chi ha paura della revisione paritaria?), pubblicato su Science magazine da John Bohannon, descrive un esperimento dell’autore molto semplice. Egli presentò diversi articoli scientifici con al loro interno errori palesi a più di 300 riviste scientifiche ad accesso libero. Il risultato? Più della metà di esse li accettò, con tutti gli errori e le mistificazioni.

«Il mio consiglio a tutti coloro che utilizzano Wikipedia è lo stesso dato da Jimmy Wales (il co-fondatore del sito, n.d.r.)» conclude Tihak. «In base al tipo di informazione di cui avete bisogno, investite più o meno tempo per controllare le fonti citate da Wikipedia e potenzialmente eseguite una ricerca più approfondita, lavorando come un giornalista o uno studente».

Perfino Wikipedia afferma che Wikipedia non è una fonte affidabile. Dovremmo fidarci?

Autore Lidija Pisker Traduttore Maria Varacalli

 

 


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