L’altra impresa del Vate:

creatore di marchi e di celebri etichette

Articolo apparso originariamente su larena.it che ringraziamo.

L’etichetta dello cherry brandy della Luxardo fu ideata dal poeta

L’etichetta dello cherry brandy della Luxardo fu ideata dal poeta

Dai magazzini La Rinascente alla pasticceria genovese Saiwa, sigla che nel 1920, anno di fondazione, stava per Società Accomandita Industria Wafer e Affini e che diventerà nel tempo la sigla dei celebri biscotti, dall’essenza Violetta di Parma della profumeria Lepit al liquore pescarese Aurum, fino al Caffè Fantoni di Villafranca. Insegne ed etichette divenute celebri marchi italiani, con un comune ispiratore di cui molti probabilmente ignorano l’origine. Forse perché meglio noto come fine letterato ed eroico aviatore, che per il suo «secondo lavoro» di pubblicitario. Oltre che poeta e soldato, invece, Gabriele D’Annunzio fu uno dei primi copyright del ventesimo secolo, creatore di slogan e réclame per diversi produttori nazionali, specie di ambito gastronomico. Una pubblicità d’autore, la sua, esercitata, si dice, soprattutto per far fronte ai crescenti debiti, il più delle volte legata ad aneddoti di valenza storica. Come quello che lo portò a ribattezzare lo cherry-brandy prodotto dalla celebre distilleria Luxardo (fondata nel 1821 a Zara) Sangue Morlacco.

«Tutto cominciò nella Taverna dell’Ornitorinco di Fiume, durante l’occupazione della legione dannunziana. Una sera entrarono i giornalisti del quotidiano britannico che in uno dei propri editoriali inveiva contro l’impresa fiumana, additando il poeta come un tiranno barbaro che succhia il sangue dei poveri Morlacchi, un popolo che viveva nell’entroterra dalmata. Anziché adirarsi, Gabriele D’Annunzio, levando il calice colmo del brandy, rispose: “Ecco l’unico sangue che io bevo. Dei Morlacchi il sangue morlacco. D’ora in poi si chiamerà Sangue Morlacco“. Di qui, l’incarico a Pietro Luxardo di creare un’etichetta speciale per la vendemmia di marasche del 1919, con manoscritto “Il liquore cupo che alla Mensa di Fiume chiamavo Sangue Morlacco“».

Così Piero Luxardo, presidente della distilleria di famiglia ricostituita sui Colli Euganei nel 1947 dallo zio Giorgio, nota altresì per il distillato Maraschino, racconta la genesi del marchio di liquore che vide protagonista il nonno Pietro, all’epoca giovane irredentista sostenitore della causa fiumana, poi trucidato dai partigiani di Tito.

Al Vate, ha ricordato l’imprenditore in una recente trasferta veronese, «si attribuisce anche il nome dei cioccolatini Fiat prodotti dalla Majani, degli orologi Veglia della Borletti e anche dei Vigili del Fuoco, sostituito al meno elegante pompieri». F.SAGL.

http://www.larena.it/home/cultura/l-altra-impresa-del-vate-creatore-di-marchie-di-celebri-etichette-1.5077452


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