Cosa direi agli assassini dell’Eternit

Le parole di Roberto Vecchioni, in concerto il 12 settembre a Casale per l’inaugurazione dell’Eternot, il parco realizzato dove sorgeva la fabbrica dell’amianto

Roberto Vecchioni

11/09/2016

roberto vecchioni per la Stampa

 Vorrei poter tornare indietro (tutti lo vorremmo), ma non, sia chiaro, per vedermi giovane e guardare il tempo dalla coda, precederlo, gabbarlo. Non è per me, per gli anni andati, per gli amici perduti, per gli amori svicolati o rimpianti.

Per il fiato da vendere, per i sogni, le canzoni mai scritte o da riscrivere, no, non per questo.

Vorrei poter tornare indietro ed essere più forte, più coraggioso, più determinato di quanto sia mai stato contro la dabbenaggine, l’ignoranza, la criminalità degli uomini contro gli uomini e avere il dono magico della convinzione, della persuasione, per avvertirli, metterli in guardia contro le loro stregonerie, se inconsce, o eliminarli, sputtanarli, abbatterne l’arroganza dell’utile, del profitto, del «chi se ne frega del domani», quando sapevano e se ne sbattevano allegramente.

La tragedia di Casale, l’immoralità, l’inumanità dell’«eternit» rappresenta un apice della curva gaussiana della presunzione e della delinquenza umana: il vaniloquio di chi ha giocato e gioca a fare Dio con le mani e il cervello di un primate, mutante in paradosso economico, dove tutto ciò che rende (a pochi) diventa legge globale e, troppo spesso, morte.

Un filo spinato, nascosto, subdolo, lega ogni perversione della cosiddetta intelligenza umana dal fango immenso di Genova, ai terremoti, alla pietra filosofale (!) dell’eternit. Che eterno era ed eterno resta anche se seppellito a centinaia di metri di profondità.

Vorrei tornare indietro con un film girato in tutti gli anni in cui l’eternit ha seminato malattie e morte. E farlo rivedere quel film, dieci, cento volte a chi è stato responsabile di tutto questo, a chi (e sono tanti) l’ha scampata: vorrei come un’ombra entrare nelle loro stanze, di notte e sussurrargli nelle orecchie «assassino» per 7, 8 ore di fila, senza mai smettere.

Ma posso solo essere con voi in questa sera di domenica a raccontare la vita contro la morte. A stringermi e sognare con uomini che hanno costruito un giardino nel deserto, a cantare, a commuovermi. E a non disperare, finché esistono persone che innalzano alberi per stritolare il cemento.

Domenica 11 settembre, alle 21.30, Roberto Vecchioni sarà a Casale Monferrato per un concerto gratuito in piazza Castello che segna la svolta dall’Eternit all’Eternot, il parco inaugurato sabato e che nasce dove sorgeva la fabbrica dell’amianto.

fonte: http://www.lastampa.it/2016/09/11/cultura/opinioni/editoriali/cosa-direi-agli-assassini-delleternit-lGdwO0fBjKlhALXTGTn2xN/pagina.html


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