79/2016: Ben Pastor, Kaputt Mundi, Sellerio 2015, pag 568

Copertina Ben pastorBen Pastor è un’ italiana che vive negli Stati Uniti, saggista e docente universitaria, si occupa anche di archeologia,storia e psicologia.

I suoi romanzi non sono semplici gialli perché, a prescindere dalla trama, le sue indagini s’insinuano tra le ferite della storia e degli esseri umani. Ma non solo, in Kaputt mundi ci sono anche personaggi realmente esistiti come un giovane monsignor Montini, il futuro Paolo VI, Kesselring, Kappler, Priebke e il questore Caruso, tutti tristemente noti. In questa occasione Ben Pastor ambienta il suo romanzo in una Roma tetra e quasi sconfitta da violenze morali e materiali tra cui tre misteriosi delitti. Siamo nel 1944, nei giorni della strage delle Fosse ardeatine. Le vittime sono una tedesca, segretaria dell’ambasciata, una nobildonna e un Cardinale.

E ritroviamo il personaggio più riuscito della scrittrice, Martin Bora, enigmatico, elegante e aristocratico, ufficiale e detective della Wehrmacht sospeso a metà tra i vincoli dell’appartenenza al Reich e l’orrore per i crimini dei nazisti. Che oltre dalle indagini, in Kaputt mundi, sarà anche tormentato da un dramma familiare con la moglie, la bella e sensuale Benedikta. Martin Bora ha perso una mano, ma come abbiamo visto, questa non è la sua unica sofferenza e, per effetto di questo silenzioso dolore, Martin è straordinariamente umano e coraggioso. In gioventù, era già stato a Roma, oltre alla lingua, ha imparato ad amare la millenaria storia e la cultura della città e ora soffre anche nel vederla occupata e dunque offesa dall’occupazione nazista, tuttavia pretende giustizia per le tre vittime e indagherà assieme all’ispettore italiano Sandro Guidi che gli viene affiancato e che già aveva fatto la sua comparsa nel romanzo precedente: “Luna Bugiarda”.

La tensione aumenta di giorno in giorno, gli alleati si stanno avvicinando e come già è stato scritto, siamo nei giorni dell’attentato di via Rasella e della strage delle Fosse ardeatine. Tra l’altro storicamente ricostruite benissimo attraverso l’esperienza e gli occhi dei due detective. Sono pagine di rara intensità che mostrano tutto il dolore di una città sconfitta. Alla fine, si troveranno i colpevoli dei tre omicidi, ma i drammi personali rimarranno.


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