80/2016: Edmund de Waal, Un’eredità di avorio e ambra, Bollati Boringhieri 2011, pag 391

edmund-de-waal-uneredita-di-avorio-e-ambraEdmund de Wall, che vive e lavora a Londra, è uno dei più noti ceramisti europei, si occupa anche di storia dell’arte di critica ed è professore di ceramica alla University of Westmister. Con “Un’eredità di avorio e ambra”, il suo primo libro, si è subito guadagnato i favori della critica anche se, il suo enorme successo, è dovuto ad un passa parola su scala europea.

Ci sono duecentosessantaquattro sculture giapponesi di avorio e legno, piccole tanto quanto una scatola di fiammiferi, custodite in un’elegante vetrina presso l’abitazione di Londra di Edmund de Waal. Queste sculture si chiamano netsuke e raffigurano animali e piante di ogni tipo, personaggi vari e divinità. LA vetrina non è chiusa e i figli di de Wall amano giocare con i netsuke esattamente come avveniva, quasi un secolo prima, con i piccoli figli di Viktor e Emmy von Ephrussi, i suoi bisnonni a Vienna, nel palazzo di famiglia sulla Ringstrasse prima del Anschluss, prima cioè che Hitler nel 1938 entrasse trionfalmente a Vienna e desse inizio alle persecuzioni contro gli ebrei. Gli Ephrussi provenivano da Odessa ed erano grandi commercianti cerealicoli prima di diventare grandi banchieri, ricchi e famosi, pieni di proprietà sparse in tutta l’Europa. Erano allo stesso livello dei Rothschild per intenderci. I netsuke arrivarono a Vienna da Parigi nel 1899 come dono di nozze ai cugini di Charles Ephrussi, storico dell’arte, mecenate e grande collezionista di opere d’arte che fu amico intimo di Proust, infatti ad egli si ispirò lo scrittore per la figura di Swann nella Recherche, di Renoir, Degas e altri personaggi dell’epoca. Quando i nazisti arrivarono a saccheggiare il fastoso palazzo degli Ephrussi, trovarono e portarono via così tante opere d’arte che non si accorsero dei Netsuke che poi arrivarono a Tokyo da un prozio dello scrittore che lì appunto li vide per la prima volta. Sul come arrivarono fino a Tokyo ce lo rivelerà de Waal medesimo durante la sua narrazione.

Infatti il libro narra la storia dei passaggi dei netsuke da una città all’altra, di mano in mano fino a giungere a Londra. De waal è letteralmente affascinato dalla grazia di queste minuscole sculture, dalla loro eleganza e precisione e con la storia dei netsuke ricostruirà anche la storia della sua famiglia, dei suoi antenati, peregrinando di città in città, da Parigi a Tokyo esplorando archivi e riscrivendo le vicende dei suoi antenati fino a ricavarne un libro che ci restituisce l’atmosfera di un’epoca intera, un libro affascinante e imperdibile.


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