93/2016: Amos Oz, Altrove, forse, trad. Elena Loewenthal, Feltrinelli 2015, pag. 343

9788807031717_quarta-jpg-600x800_q100_upscaleA Mezudat Ram, un kibbutz isolato nel Nord del paese, circondato da nemici e sormontato dall’ombra di cupe montagne, si svolge la vita di una comunità di coloni, dediti all’agricoltura e all’allevamento, allo sport, alla musica, al dibattito, ma soprattutto alla purificazione. A trent’anni dalla fondazione del kibbutz, infatti, sono essenzialmente gli ideali di miglioramento personale e collettivo che sostengono i kibbutzim e il miglioramento si attua anche grazie al pettegolezzo. Questo spiega la voce narrante di un colono che guida il lettore del nuovo libro di Amos Oz, Altrove, forse (Feltrinelli) – non senza malizia e ironia – alla scoperta degli abitanti del kibbutz, concentrandosi soprattutto sulla famiglia di Ruben Harish. Questi è tra i più convinti sostenitori di una vita pacifica e collettiva, l’instancabile cantore delle virtù di un’esistenza semplice e illuminata, il poeta del kibbutz. La moglie Eva lo ha abbandonato per fuggire con un cugino in visita a Mezudat Ram come turista. Si è sposata, vive in Germania e aiuta il nuovo marito a gestire un night-club. Ruben lo ha accettato senza lamentarsi, sprofondando in una tristezza nobilitata dai doveri di maestro, guida turistica e poeta. È rimasto solo col figlio Gai e la figlia Noga e, per consolarsi, ha iniziato una blanda relazione con un’amica, Bronka, un’insegnante sposata, madre di due figli. Ma Noga, che ha sedici anni, sembra aver ereditato la grazia e l’irrequietezza della madre; Ezra, il marito di Bronka, un camionista appassionato di Bibbia che cita frasi sagge, diversamente da Ruben sa vivere le proprie emozioni. E quando dalla Germania arriva Zachariah, il fratello di Ezra, un personaggio misterioso e conturbante, le cui mire e comportamenti nessuno comprende, la comunità è gettata nello scompiglio

amos-oz10La vita nel kibbutz Mezudat Ram sembra uguale a quella di tanti paesini di provincia: un terzo noia e due terzi pettegolezzi. Certo, ci sono i nemici senza nome che sparano di notte, ma in verità sembrano molto più corrosivi gli impulsi interni alla comunità, come l’adulterio, le maldicenze e il vandalismo di una gioventù annoiata.

http://www.affaritaliani.it/libri-editori/altrove-forse-arriva-il-nuovo-romanzo-di-amos-oz-394931.html


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