97/2016: Paolo Roversi, La confraternita delle ossa, Marsilio 2016, pag. 394

Nuovo avvincente Giallo

Torna Paolo Roversi in libreria con “La confraternita delle ossa”

Una misteriosa confraternita, che risale alla peste nera di manzoniana memoria e della quale ha fatto parte anche San Carlo Borromeo, misteriosi omicidi, un aereo che finisce nel pirellone, una mantide assassina.
Un continuo crescendo di avvenimenti per un thriller che intreccia abilmente passato e presente. Paolo Roversi, occhieggiando a Dan Brown e Stieg Larsson e calibrando mistero, suspense e divertimento ha costruito una storia intrigante, piena di ritmo, che è anche un’occasione per ricordare “come eravamo” nel recente passato, un 2002, anno di ambientazione del romanzo, che per certi versi pare lontano anni luce.
Il romanzo segna anche l’atteso ritorno di Enrico Radeschi, personaggio che abbiamo già conosciuto e apprezzato in alcuni romanzi precedenti e che qui narra la storia, in prima persona. Un vero e proprio “prequel”, perché, oltre alla trama thriller, l’autore coglie l’occasione per raccontare il suo personaggio seriale facendo un salto temporale, decostruendolo in un certo senso e presentandocelo appena arrivato a Milano dalla Bassa.
Un ragazzo giovane, che ha lasciato la provincia e è sbarcato a Milano, armato solo di un tesserino da giornalista, di sogni, illusioni, di tanta sana incoscienza e di un’enorme dose di faccia tosta e simpatia. Un Enrico Radeschi che ancora non è un hacker e che ancora non imperversa in città a bordo della sua vecchia vespa, ribattezzata “Il giallone”. Di pari passo con lo sviluppo della trama gialla, assistiamo alla nascita del Radeschi che abbiamo conosciuto negli altri romanzi e al suo incontro con Loris Sebastiani e con gli altri personaggi che da sempre lo accompagnano nelle sue avventure, alcuni dei quali rivelano nel nome e nella caratterizzazione un doveroso omaggio al padre del noir milanese, Giorgio Scerbanenco.
Dopo il dittico della città rossa, Roversi ritorna in sella al giallone insieme al suo personaggio seriale e ci regala una storia intricata, appassionante e convincente che lo conferma come uno dei più eclettici scrittori del panorama italiano.

CRISTINA AICARDI

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