98/2016: Gerard Russel, Regni dimenticati, trad. Svevo d’Onofrio, Adelphi 2016, pag. 385

Le religioni minacciate del Medio Oriente


Gerard Russell, diplomatico inglese di primo piano, ha vissuto a Il Cairo, Gerusalemme, Baghdad, Kabul, Gedda. All’inizio di questo secolo è stato anche portavoce del governo britannico per i canali di informazione in lingua araba. Il suo primo libro, “Regni dimenticati”, uscito nel 2014 e al quale ha atteso diversi anni, esce tradotto da Adelphi (pp. 392, euro 25).

Sono pagine dedicate alle religioni minacciate del Medio Oriente. Riguardano Mandei, Yazidi, Zoroastriani, Drusi, Samaritani, Copti, Kalasha. Viaggiando, soprattutto dialogando con fedeli che sembrano presi in prestito da un libro di storia, raccontando con notevole mestiere personaggi e situazioni verificate direttamente, Russell offre un quadro prezioso di un mondo che sovente si considera in via di estinzione ma ha ancora innumerevoli cose da dire al terzo millennio.

Un libro fascinoso che racconta, alla maniera di un romanzo intelligente (genere in via di estinzione), come i Mandei credano in un paradiso e lo chiamano Mondo della Luce, o in uno spirito maligno che non è Satana, ma è femminile e lo appellano Ruha. Praticano il battesimo. I Samaritani, presenti anche nelle parabole del Nuovo Testamento, sono ritrovabili in queste pagine. Attendevano un messia, il Taeb; credevano che dovesse giungere nel mondo non per versare sangue ma per portare la pace; anzi, previdero la sua presenza intorno al 1910. I drusi, invece, sono circa un milione: una buona metà vive in Siria, gli altri sono divisi tra Israele e Libano. Uno dei loro principi confida a Russell: “Tre cose contano nella nostra fede: la reincarnazione, il rispetto per tutte le religioni celesti e la credenza in una Mente Universale”.

Dei Copti si potrebbero aggiungere molte notizie, oltre quelle che ci recano le cronache sovente intrise di violenza contro tale comunità, le uniche diffuse dai media su questi ancestrali cristiani dell’Egitto. La loro lingua discende direttamente da quella degli antichi egizi e quando i monaci offrono ai visitatori un pane in segno di benedizione, le decorazioni che esso reca risalgono a migliaia di anni fa. I loro sacerdoti – così prevede il diritto canonico copto – hanno l’obbligo del matrimonio.

Il libro di Gerard Russell è denso di osservazioni e di incontri. E’ l’inventario di un mondo che a noi interessa marginalmente, anche se conserva innumerevoli tracce delle origini della fede occidentale. Incontrare questi testimoni delle religioni minacciate del Medio Oriente è come guardarsi allo specchio. Per capire chi siamo e da dove veniamo.

 


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