Archivi categoria: libri letti 2013

107/2013: Arto Paasilinna, La fattoria dei malfattori, Iperborea 2013, pag 332

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106/2013: Roberto Caracci, Il ruggito del grillo, Moretti & Vitali 2013, pag 321

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105/2013: jack london, martin eden, la biblioteca dell’espresso, 2013, pag. 443

0009Quando ho acquistato questo libro era avvolto nel polietilene assieme a una copia de L’Espresso. Speravo ingenuamente che si trattasse di una nuova traduzione… Naturalmente non era così ed ora posseggo tre copie di Martin Eden. Poco male anche se ormai la mia casa non potrebbe contenere altri libri tanto ne è pullulante. Chiaro che mi guardo bene dal farlo e regolarmente vado su tutte le furie quando l’immancabile ospite mi propone di portare un po’ di libri alla biblioteca pubblica o di leggere e-book, perché dovrei farlo? Il
vero lettore è un feticista ed io non sfuggo certo alla regola. Quando sarò 00012morto che ce li portino pure, ma ora no… Fatto sta che mi sono trovato tra le mani questo straordinario romanzo e, a causa di una tappa galeotta al Caffè Sant’Ambrogio, prima di rientrare a casa, mi son messo a leggerlo, per la terza volta e in serata era già bell’e letto. La prima volta che mi ci imbattei fu alle medie, quando invece di studiare, divoravo un classico dietro l’altro, aldonovecavandomela lo stesso bene perché i lettori hanno una marcia in più… durante quella prima lettura osai pensare che Martin Eden avrebbe dovuto continuare a fare il marinaio, perché in quei panni lo vedevo. La seconda lettura avvenne durante un paio di turni notturni quando ero ancora un giovane operaio e, durante questa seconda lettura vidi in Martin Eden uno scrittore senza speranza simile a quelli che conoscevo di persona che si ostinavano, anche loro, a cercar di pubblicare libri, senza che nessun editore gli rispondesse se non per i soldi della eventuale pubblicazione… invece, confondendo alma-258l’autore con il protagonista ero sicuro al cento per centro che ce l’avrebbe fatta. In quest’ultima lettura, per contro, ho indugiato molto nel pensare al finale del libro, perché questa scelta? Sarebbe stata davvero un’altra faccenda se non fosse finita così? Non lo so, il fatto è, che pur conoscendo il finale, ho sperato fino all’ultimo che in questa terza edizione Jack London, in qualche modo, lo cambiasse, ma non è successo. Da fuori naturalmente “Martin Eden” è accademicamente spiegato in modo acconcio, ma non mi sogno neanche di andare per critiche. Non accetto mediazioni tra me e il libro… be’, quasi sempre.


104/2013: benedetto croce-renato serra, polemica sulla storia, edizioni di storia e letteratura, 2013, pag. 152

poleBenedetto Croce e Renato Serra, ovvero l’idealismo e lo scetticismo, in “Polemica sulla storia”, curato da Alfonso Musci  per le Edizioni di Storia e Letteratura. Si tratta di un incontro straordinario tra uomini straordinari, ma anche tra due personalità diverse, antitetiche ma, tutto sommato, complementari. Dal loro incontro scaturisce il pole2tentativo coraggioso ma difficile di individuare un non probabile punto d’incontro o delle convergenze su un campo così complesso come il “metodo storiografico”. Insomma, trovare un terreno comune tra idealismo e scetticismo su temi ultimi del metodo storiografico, della conoscibilità dell’oggetto storico, sul senso stesso della storia come coerente concatenazione di vicende umane.

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103/2013: michele mari, tu, sanguinosa infanzia, einaudi, 2013, pag. 129

sanguinosa infanziaChissà se gli undici racconti di “Tu sanguinosa infanzia” sono autobiografici o si riferiscano all’infanzia in generale… o tutte due le cose . per esempio, “Otto scrittori” è una specie di gioco di selezione tra gli otto romanzieri preferiti di Mari, tutti autori di capolavori dell’avventura e della letteratura marinara Stevenson, Conrad e Melville ci sono, tranquilli, ed è tra questi otto scrittori che avviene la ricerca dello scrittore di sanguinosa infanzia1mare perfetto. Per mari, ma sopratutto per i suoi lettori è un andare a ritroso in direzione delle letture giovanili salvo poi scoprire che le opere degli otto scrittori vanno bene anche nell’età adulta… “L’uomo che uccise Liberty Valance” è una viaggio rievocativo tra i giocattoli più amati nell’infanzia; “Le copertine di Urania” rievoca le paure infantili suscitate dalle illustrazioni di Karel Thole che apparivano sulle copertine della storica collana di fantascienza, di cui il nonno dello scrittore era un appassionato lettore, anche i titoli delle collane Urania erano spaventosi… “L’orrore dei giardinetti” rievoca le paure che sanguinosa infanzia.jpgwammantavano Michele Mari bambino quando sua mamma lo portava a giocare nei giardini pubblici della sua città; “E il tuo dimon son io” è una meditazione, questa sì generale, sulla tempesta di ormoni che puntualmente chiude la stagione dell’infanzia… Michele Mari è uno scrittore tanto grande quanto poco conosciuto in patria, eppure meriterebbe il Nobel… Toccasse un altra volta ad uno scrittore italiano, guai se non sarà lui o Trevi o Moresco… sanguinosa infanzia2