Archivi categoria: “oculatos abis / provvisto d’occhi”. di ivan crico

SARA’ IL SILENZIO E L’ABBRACCIO

ivan-cricoCome sarà questo primo incontro? Ha già pensato a cosa gli dirà?
“Avrò la stessa sensazione che ho avuto ora, di pienezza, ovviamente, di missione compiuta. E ce l’avrò abbracciandolo. Credo che non ci sarà posto per le parole, ci saranno dei gesti, ci saranno gli abbracci e lui ricambierà il mio abbraccio. Di sicuro, la prima cosa sarà il silenzio e l’abbraccio, il sentirlo accanto. L’ho sognata tanto da quando era un neonato, questa idea di averlo tra le braccia, di accarezzarlo. E poi verranno le parole. E ogni sua domanda avrà una risposta”.
(Estela Carlotto, parlando del nipote ritovato. Sua figlia, Laura, torturata dai militari per mesi e uccisa dopo il parto. Del bambino non si seppe più nulla. Nutrendo da sempre dubbi sulla propria identità, a 36 anni quest’uomo si sottopone al test de DNA, scoprendo di essere il figlio di Laura, il nipote di Estela).

estela


CONTRO LA POLVERE DEL MONDO

ivan-cricoA Pieris, dove sono nato, c’era questo omino, “Lepre”, lo ricordo benissimo, che faceva lo spazzino comunale. Arrivava in bici in piazza alla sei, già avanti con gli anni, con la sua ramazza, per far trovare quel luogo perfettamente pulito quando il paese si risvegliava. Era molto fiero del suo lavoro. Oggi lo sostituiscono un paio di persone, tutte più giovani di lui, con camioncini, spazzole meccaniche, macchine per soffiare le foglie, ma il paese, pulito come lo teneva pulito il nostro caro “Lepre”, non l’ho più visto da allora. Un poeta, un artista, come si può chiamare in altro modo uno che lotta per tutta la vita – per proteggerci, mostrarci il lato bello delle cose – contro la polvere del mondo?

ivan


BONNARD, SILENZIOSA STELLA DELLA PITTURA

ivan-cricoSi cita sempre Matisse, quando si parla di colore, nella pittura del Novecento. Molto meno Pierre Bonnard, pittore poco ricordato ma spessissimo saccheggiato, senza nominarlo, dai suoi colleghi defunti o viventi (penso a certi nudi di Balthus, ai paesaggi di Doig). Matisse è ineguagliabile, secondo me, nelle sue carte dipinte e ritagliate ma, quando si parla di quadri ad olio su tela, permettetemi, spesso non saprei chi scegliere, fra lui e Bonnard… I suoi ultimi nudi, certi paesaggi in cui in ogni millimetro la luce deflagra, racchiusa in una composizione sempre asimmetrica eppure equilibrata come un lavoro del Beato Angelico, di Piero della Francesca, rimangono tracce fondamentali per orientarsi, non lasciarsi intrappolare dalla notte del mondo.

foto di Ivan Crico.
foto di Ivan Crico.
Ivan Crico, 23 0ttobre 2014

UNDER 40

ivan-cricoPoeti under 40. Pittori under 40. Così intenti a catalogarvi, ad autocelebrarvi, a distinguervi dagli over 40. Rimbaud, a 18 anni, ha smesso di scrivere. E, da quel momento, tutti, indistintamente, sono diventati vecchissimi.

UNDER 40

Poeti under 40. Pittori under 40. Così intenti a catalogarvi, ad autocelebrarvi, a distinguervi dagli over 40. Rimbaud, a 18 anni, ha smesso di scrivere. E, da quel momento, tutti, indistintamente, sono diventati vecchissimi.
Ivan Crico, 21 settembre 2014

UNA PERLA RARA: “LE PAROLE NASCONO GIA’ SPORCHE”, DI MICHELE OBIT

ivan-cricoNon è un autore che sgomita per farsi leggere ad ogni costo, come succede, troppo spesso, fra i moderni poeti. O, forse sarebbe meglio dire, senza voler troppo generalizzare, tra coloro che scrivono poesie. Ma questo è un libro importante, sincero. Uno di quei libri che, scomparsi noi e la nostra maggiore o minore capacità di farci belli, qualcuno ancora cercherà, un domani. Per interrogarsi, per capire qualcosa di questo nostro tempo, ciò che c’era di vero, di prezioso.

Sul divano un bicchiere capovolto
per terra i pezzi di un puzzle
ed una bambola coperta da un drappo.
Quando domani mattina scenderai

mi troverai ancora addormentato accanto
a queste cose – la luce ancora accesa.
Penserai a come sto dimagrendo
a forza di cercare il pezzo mancante.

UNA PERLA RARA: "LE PAROLE NASCONO GIA' SPORCHE", DI MICHELE OBIT

Non è un autore che sgomita per farsi leggere ad ogni costo, come succede, troppo spesso, fra i moderni poeti. O, forse sarebbe meglio dire, senza voler troppo generalizzare, tra coloro che scrivono poesie. Ma questo è un libro importante, sincero. Uno di quei libri che, scomparsi noi e la nostra maggiore o minore capacità di farci belli, qualcuno ancora cercherà, un domani. Per interrogarsi, per capire qualcosa di questo nostro tempo, ciò che c'era di vero, di prezioso.

Sul divano un bicchiere capovolto
per terra i pezzi di un puzzle
ed una bambola coperta da un drappo.
Quando domani mattina scenderai

mi troverai ancora addormentato accanto
a queste cose – la luce ancora accesa.
Penserai a come sto dimagrendo
a forza di cercare il pezzo mancante.
Ivan Crico, 15 settembre 2014